/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

P.a: Madia, mai detto soglia 26mila euro per aumenti salario

P.a: Madia, mai detto soglia 26mila euro per aumenti salario

Il ministro della Pubblica Amministrazione: ma ho detto che chi ne guadagna 200.000 può aspettare

13 giugno 2016, 12:09

Redazione ANSA

ANSACheck

Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia - RIPRODUZIONE RISERVATA

 "Mai detto aumenti solo a chi sta sotto i 26.000 euro. Ho detto che chi ne guadagna 200.000 può aspettare". Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, rispondendo via Twitter a indiscrezioni pubblicate da Repubblica, sul tema dei rinnovi contrattuali nel pubblico impegno.

 Nelle ultime dichiarazioni in materia, rilasciate da Madia la scorsa settimana, si ribadiva infatti la necessità di "sostenere prima i lavoratori che hanno subito di più la crisi" mentre, appunto, "chi guadagna 200 mila euro l'anno può aspettare". Nell'atto di indirizzo che il ministero della P.a. invierà all'Aran dopo la ratifica in Consiglio dei ministri dell'accordo sui comparti (forse già questa settimana) non ci sarà, come noto, un'indicazione su alcuna soglia ma solo il principio per cui occorre prima occuparsi di chi ha uno stipendio più basso. Saranno poi le parti (Aran e sindacati) a individuare il meccanismo attraverso cui distribuire le risorse ai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Un budget che per ora è pari a 300 milioni per il comparto centrale a cui se ne dovrebbero aggiungere altrettanti per il resto del pubblico impiego. Il rinnovo sarà per il triennio 2016-2018, quindi molto dipenderà anche da quanto sarà stanziato nella prossima legge di Stabilità. Comunque sia resta il concetto di favorire le buste paga più leggere e per non porre steccati, divisioni nette tra le fasce, si potrebbe ricorrere a una distribuzione proporzionale delle risorse, secondo una formula che graduerebbe gli aumenti in misura inversa rispetto al reddito. Altrimenti, visto l'accento sul criterio della 'priorità', sempre secondo quanto appreso nei giorni scorsi, si potrebbe ricorrere a un sistema di turnazione. Tutto sarà più chiaro dopo l'atto di indirizzo e la convocazione delle parti (si pensa nel mese prossimo).

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza