Libri

Irene Vallejo, il libro è una vittoria su oblio e distruzione

In Italia la scrittrice spagnola di Papyrus

(ANSA) - ROMA, 08 SET - IRENE VALLEJO, PAPYRUS-L'INFINITO IN UN GIUNCO (BOMPIANI, PP 592, EURO 24.00)

La storia del libro in un saggio avventuroso in cui storie vere e documentate si intrecciano a un racconto che diventa romanzo di esplorazione e di viaggio. In cui si scopre un mondo dove l'argilla, il giunco, gli alberi, la carta, le antiche scuole dove si insegnava l'alfabeto, i laboratori di copiatura manoscritta, la Biblioteca d'Alessandria, le prime librerie, i roghi, i gulag ci raccontano la storia del libro come un oggetto fragile, che nei secoli è stato dato più volte per morto ed è sempre sopravvissuto a tutto rinascendo, come è accaduto nella pandemia. Una resistenza miracolosa che la filologa e scrittrice spagnola Irene Vallejo ci mostra in 'Papyrus - L'infinito in un giunco', arrivato alla 40/ma edizione in Spagna dove è stato il più venduto nel lockdown del 2020 ed è ancora nella top 5, in corso di traduzione in 34 lingue. In Italia è appena uscito nella traduzione di Monica R. Bedana e dal nostro Paese è partito il tour internazionale della scrittrice, in questi giorni a Roma.

"Il libro sembra sempre a rischio, è un oggetto fragile ed è stato molto commovente immaginare tutta la dedizione delle persone che nei secoli hanno fatto i loro tentativi di salvare i racconti, la conoscenza. E' bellissimo pensare che il libro sia una vittoria nella lotta contro l'oblio e la distruzione. Con Papyrus vorrei che quando la gente ha in mano un libro si rendesse conto che è nato per meravigliarci e stupirci" racconta all'ANSA la Vallejo che vive a Saragozza. E cosa pensa del futuro del libro? "Sono ottimista. La cultura e il mondo dei libri è incline a idee apocalittiche, ma io penso che il libro abbia dimostrato di essere tenace durante i secoli. Sempre sta morendo, ma rinasce meglio di nessuno. E' importante fare questo sforzo per salvare i libri ancora oggi, l'epopea non è finita. Viviamo tempi frenetici, accelerati in cui l'immaginazione è colonizzata dalla velocità e le novità si divorano a vicenda. La lettura è un atto di resistenza. Durante la pandemia i libri hanno dimostrato di essere nostri alleati. Con il libro elettronico, di luce, ci sarà una coesistenza".

Ma come è nata l'idea di questo libro sulla storia dei libri a cui ha lavorato per 8 anni? "Da una ricerca di dottorato fatta a Firenze, alla biblioteca Riccardiana. Per la prima volta ho avuto tra le mani un manoscritto, studiavo il canone letterario grecolatino, chi erano i classici. Sono rimasta colpita dallo sforzo in termini di tempo e denaro per fare una copia scritta. Da qui è nata l'idea di questo viaggio letterario, un saggio intessuto come un romanzo con i fili della suspense. Un'avventura un po' paradossale in cui raccontare la storia dei libri come avrebbero fatto i narratori orali". Molta l'attenzione dedicata alle donne e al loro ruolo fondamentale e sconosciuto nella storia del libro. "Quando si studia il mondo antico l'unica nominata dai professori è Saffo, ma ho voluto verificare se fosse così. Papyrus è una storia del sapere e le donne non sono una semplice nota a piè di pagina. Sono le protagoniste, hanno difeso i libri da distruzione e oblio, conservato la memoria, raccontato storie. Ci sono state figure importantissime come la sacerdotessa Enheduanna, la prima a firmare un testo letterario. Perché una donna così importante della storia letteratura manca nei libri di testo? E c'è Ipazia, la moglie di Pericle di cui Tucidide ci ha tramandato i discorsi scritti per il marito sui quali si sono basati tanti interventi politici di Obama e Kennedy. Queste cose si devono rivendicare e devono saperle le ragazze di oggi. Le donne avevano tanti ostacoli e allora hanno ancora più merito". La Vallejo si sofferma anche sull'importanza dell'oralità "che è difficile da conoscere, non ci sono documenti, fonti, ma è importante. E mi piace vedere che non è morta, vive nei podcast e negli audiolibri. Le tecnologie più innovative si sono alleate all'oralità. E mi interessa in particolare il percorso di democratizzazione della scrittura e dei libri che erano ai primi tempi privilegio dei ricchi, dei potenti. Siamo riusciti a democratizzarli attraverso biblioteche e librerie, fino a internet e all'accesso al sapere".

Ma chi sono i veri protagonisti del libro che ci porta sui campi di battaglia di Alessandro Magno, tra le stanze dei palazzi di Cleopatra, nella Villa dei Papiri di Pompei prima dell'eruzione del Vesuvio, ci mette a confronto con filosofi come Socrate e Platone? "I veri e propri protagonisti sono le persone anonime, che chiamo i salvatori dei libri, i primi librai, i bibliotecari, gli eruditi di Alessandria che hanno fatto una catena lungo il tempo per salvare i libri. E oggi insegnanti, editori, traduttori, librai" dice la Vallejo che è stata insegnante, è autrice di due romanzi e di libri per ragazzi e ha scritto questo libro un po' incantata da Italo Calvino, Umberto Eco, Roberto Calasso, Luciano Canfora, tra gli autori che hanno "nutrito la mia immaginazione e hanno esplorato territori di confine", spiega. L'avventura cominciata con Papyrus potrebbe continuare. "Ho tolto da questo libro la parte sull'invenzione della stampa che potrebbe essere un seme per un prossimo volume, ma vorrei tornare anche al romanzo" racconta la scrittrice, emozionata di presentare un suo libro in Italia, dove tutto è cominciato.

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