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De Chirico, il suo genio e Nietzsche

De Chirico, il suo genio e Nietzsche

In libreria per La nave di Teseo il saggio di Riccardo Dottori

ROMA, 03 dicembre 2018, 09:52

Redazione ANSA

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De Chirico, il suo genio e Nietzsche - RIPRODUZIONE RISERVATA

De Chirico, il suo genio e Nietzsche - RIPRODUZIONE RISERVATA
De Chirico, il suo genio e Nietzsche - RIPRODUZIONE RISERVATA

(di Mauretta Capuano) RICCARDO DOTTORI, GIORGIO DE CHIRICO.
    IMMAGINI METAFISICHE (LA NAVE DI TESEO, PP 558, EURO 30).
    Misteriosi, enigmatici, malinconici. Sono sempre stati difficili da interpretare i quadri di Giorgio de Chirico. Quei manichini, quelle piazze vuote, quelle statue con le teste mozzate, soggetti per eccellenza delle opere dell'artista, ci appaiono ora, nella nuova lettura di Riccardo Dottori, docente di ermeneutica a Tubinga, in una luce diversa, che ci mostra come il loro fascino venga innanzitutto dal riprodurre in pittura l'unità di filosofia e poesia insegnata da Nietzsche. Il volume 'Giorgio de Chirico. Immagini metafisiche', che arriva in libreria per La Nave di Teseo a quarant'anni dalla morte del grande pittore della Metafisica, accompagnato da alcune immagini delle sue opere, è un'approfondita esplorazione di oltre 550 pagine, della poetica e del mondo dell'artista, compreso il ritorno al classico. "I suoi quadri sono enigmi, come vengono appunto chiamati dallo stesso pittore" ci ricorda Dottori che sottolinea come l'immagine del nulla cosmico stenda "su tutto un velo inquietante di angosciosa malinconia, così che le immagini enigmatiche divengono immagini metafisiche".
    Per capire la pittura di de Chirico, i messaggi filosofici di matrice schopenhaueriana e nietzschiana all'interno della sua opera, Dottori parte dalle esperienze della vita dell'artista: essere nato nel 1888 da genitori italiani in Grecia, culla dello spirito classico e mediterraneo, studiare a Monaco, vivere a Parigi tornando in diverse riprese in Italia.
    E, il "saper guardare" a cui invita il libro "non deriva dal sapere dell'esperto o dalla conoscenza dello storico dell'arte, ma dalla nostra volontà di andare al fondo dell'opera, o di dialogare con essa, nel senso di poter rispondere alle domande che essa ci pone o di far sì che essa risponda alle domande che noi le poniamo". Un compito non facile, neppure questo, ma affascinante.
    Realizzato in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, il volume offre una minuziosa indagine semiotica dei quadri e una approfondita ricostruzione storica delle fonti filosofiche del pittore, che sono prima Schopenhauer e poi fondamentalmente Nietzsche. "Questo libro fornisce irrefutabilmente un contributo scientifico che servirà da ulteriore strumento di analisi delle opere artistiche ma anche letterarie del Maestro" sottolinea nella prefazione Paolo Picozza, presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico che sottolinea come "per quanti siano stati gli autori che hanno provato a interpretare le sue opere ben pochi ci sono riusciti".
    In questo viaggio, corredato da un ricco apparato di note, pieno di sorprese e rivelazioni - tra cui il ritrovamento di un documento che conferma la lettura de 'La nascita della tragedia' di Nietzsche, oltre che di 'Così parlò Zarathustra', che si considera all'origine della sua grande arte - emerge soprattutto come con De Chirico ci si renda conto "di quanto legati e vicini siano l'opera d'arte e il pensare".
   

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