Pinguini Tattici, guardiamo ai Queen per cambiare sempre

Il 4 dicembre esce l'Ep AHIA! Sanremo? "Ora, non è una priorità"

 Difficile far perdere il buon umore ai Pinguini Tattici Nucleari. Anche nell'anno che, dopo la prima e folgorante partecipazione al festival di Sanremo (terzi con Ringo Starr), doveva consacrarli protagonisti nel panorama della musica italiana. Bagni di folla e tour nei palasport rimandati a tempi migliori. Ma intanto la musica non si ferma. E così dopo i singoli La Storia Infinita (uscito a fine agosto) e Scooby Doo (di poche settimane fa), il gruppo capitanato da Riccardo Zanotti pubblica l'Ep AHIA! (Sony Music), in uscita il 4 dicembre e che porta lo stesso titolo del primo romanzo del frontman, in libreria dal 3 novembre per Mondadori.
E canzoni e libro sono strettamente legate, con storie e temi comuni (il rapporto con la famiglia, messo in luce dalle distanze da Covid, le maschere pirandelliane per nascondersi dal mondo, i social media), sviluppati in direzioni diverse ma seguendo uno stesso filo conduttore (ma guai a parlare di concept album, "nel 2020 non è una modalità proficua 2020, risulta pesante", sottolinea Zanotti che spiega come dedicarsi al romanzo lo abbia aiutato a cambiare il modo in cui pensare la canzone, con una scelta più oculata delle parole).
"Il 2020 doveva essere un anno colmo di impegni e, perché no, di successi per noi, e invece è stato uno degli anni più difficili di sempre, quindi Ahia! ci è sembrato il titolo perfetto", spiegano i sei Pinguini a proposito dell'Ep, nato a marzo in pieno lockdown, che risente di quelle atmosfere cupe, ma senza perdere l'ironia e la capacità evocativa di cui il gruppo bergamasco è capace. Un Ep di sette brani, "un album di pop art, con la consapevolezza ora di arrivare a tanta più gente", e non un disco più articolato: una scelta dettata dalla necessità di prendersi il giusto tempo per realizzare le cose al meglio. "Sette erano le canzoni pronte, non ci sentivamo di fare troppo di più. E poi meglio dire meno cose, ma che siano più incisive". Con un'unica e ben precisa strada da seguire: "cambiare sempre, ma rimanere noi stessi. Abbiamo educato i fan al cambiamento in ogni disco. Pensiamo di aver creato un linguaggio nostro e andiamo avanti volutamente con il paraocchi, senza preoccuparci degli altri (e neppure delle uscite eccellenti come Baglioni o Ligabue nello stesso giorno, ndr): crediamo che la nostra poliedricità sia un valore. Il modello è quello dei Queen, un mondo a se stante".
Sanremo, che ha regalato loro una popolarità inaspettata, per ora non è in programma come bis. "Non è una priorità. Ci torneremo ma non subito, non siamo interessati a diventare inquilini dell'Ariston. Al festival bisogna andare con il pezzo giusto, altrimenti può essere deleterio". Per il futuro non escludono neppure la possibilità di duetti, tanto in voga, ma finora evitati dai Pinguini Tattici Nucleari. "Al momento non ce ne sono stati, perché non ci soddisfacevano fino in fondo. E non useremmo mai un feat solo per riempire un disco. In Italia siamo abituati a pensare ai duetti come qualcosa di commerciale più che di artistico. Tra artisti abbiamo fatto qualcosa di buono con il mondo rap: vedremo se usciranno mai". Quello che escludono sicuramente ("almeno per il prossimo mese") è il cofanetto: "tipico di chi non ha più nulla da dire".
La band sarà ospite della semifinale di X Factor 2020, il 3 dicembre su Sky Uno e NOW TV. Mentre venerdì 4 i Pinguini hanno organizzato una videochat con i fan. "In attesa del tour nei palazzetti, per ora confermato a febbraio, ma nell'incertezza del momento è difficile capire cosa succederà. Rimanere fermi, comunque, ci fa venire fame ogni giorno di più". (ANSA).

   

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