Milo Manara si racconta A figura intera

Tra arte, passioni e vita, esce per Feltrinelli l'autobiografia

 MILO MANARA, A FIGURA INTERA (Feltrinelli Comics, pp. 224, 22 euro). "Nei fumetti la questione non è soltanto saper disegnare decentemente. Bisogna saper raccontare". Non l'ha mai tradita questa vocazione al racconto Milo Manara che, dall'esordio professionale nel 1969, ha continuato a seguire il suo straordinario talento nel fumetto, senza mai smettere di osservare il mondo e restituirlo sulle tavole. Ora, dopo tanto disegnare e raccontare, l'artista ha deciso di delineare tutti i passaggi cruciali della sua vita, personale e professionale, nella sua autobiografia, dal titolo "A figura intera", pubblicata da Feltrinelli Comics e disponibile dal 29 aprile. Insieme all'autobiografia, che inaugura il sodalizio con Feltrinelli Comics insieme alla "Biblioteca Manara" (la collezione che comprende la pubblicazione di tutti i lavori dell'artista), lo stesso giorno arrivano in libreria anche altri due volumi: si tratta di "Felliniana", storie scritte per il cinema da Federico Fellini e trasformate in fumetto da Manara (con prefazione di Francesco Piccolo) e "Lo scimmiotto", liberamente tratto da un classico della letteratura cinese su sceneggiatura di Silverio Pisu.
    Senza dubbio è la sincerità il primo elemento che caratterizza "A figura intera": nelle pagine Manara si racconta in brevi, densi paragrafi nei quali mette a fuoco singoli episodi della sua vita. Qui l'artista svela l'uomo, e l'uomo l'artista, senza troppi filtri, sempre con grande capacità di descrivere al lettore non solo i fatti ma anche le atmosfere: dall'infanzia, con la scoperta della matita e dei libri, alla passione per i fumetti, dagli studi e le prime esperienze lavorative all'amore per Luisa, la donna che ancora oggi è sua moglie e che è madre dei suoi figli; e poi l'inizio della carriera vera e propria, i viaggi a bordo del camper con tutta la famiglia, le tantissime opere realizzate, sia storie scritte da lui ("H.P. e Giuseppe Bergman", "Il gioco", "Il profumo dell'invisibile", "Caravaggio", solo per citarne alcuni) che su sceneggiatura di altri autori, fino al successo in Italia e nel mondo che lo consacra come uno degli autori del fumetto più importanti. Ma nel libro l'artista mette a fuoco se stesso anche attraverso due "maestri", Hugo Pratt e Federico Fellini, fondamentali per la sua crescita umana e professionale: in una sorta di tributo alla memoria che ha il sapore di una profonda gratitudine, Manara spende per i due giganti parole importanti, non solo in ricordo delle esperienze lavorative condivise, ma per la profonda amicizia che per anni li ha legati. Sfogliando il libro, arricchito di fotografie e ovviamente di tavole, tutta la vita di Manara prende forma. Molte le riflessioni che accompagnano le vicende biografiche, sull'amicizia, il lavoro, le donne, e ovviamente sulla scelta di fare il fumettista in un certo modo: "Nel fumetto, c'era una vocazione primaria che io ho voluto seguire, in contrapposizione all'arte contemporanea. Raccontare l'avventura. E questo significava riuscire a parlare a tutti, senza barriere. Il fumetto come arte popolare, in senso politico ed etico", scrive l'autore. E mentre sullo sfondo si intravede anche l'evoluzione, decennio dopo decennio, del nostro Paese, il libro lascia emergere il carattere di Manara, artista e uomo rigorosamente libero, che ha scelto di usare il suo talento per essere testimone del proprio tempo.
    Tutti gli appassionati di Manara e dei suoi fumetti potranno seguire mercoledì 12 maggio, alle 18:30, in streaming su Feltrinelli Live il dialogo tra l'artista e Francesco Piccolo nell'ambito della presentazione di "A figura intera" e "Biblioteca Manara". (ANSA).
   

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