Griffiths, ecco la Casa sull'albero

Lo scrittore australiano racconta come è nata la fortunata serie

BOLOGNA - Una casa sull'albero, dove i bambini sono sospesi, sollevati dalla terra. Un "luogo in cui l'immaginazione può volare, libera" dice all'ANSA l'australiano Andy Griffiths, autore di una divertente serie per ragazzi che è entrata subito ai vertici delle classifiche di tutto il mondo. Realizzata insieme all'illustratore Terry Denton, con la supervisione di Jill Griffiths, la moglie dello scrittore, la serie - di cui in Italia è appena uscito il secondo volume, 'La casa sull'albero di 26 piani' (Salani) - è frutto di un magico team e procede salendo di piano in piano.

"In Australia con l'ottavo volume siamo arrivati al piano 104 ma il nostro obiettivo è arrivare a 169 piani" spiega Griffiths alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna con la moglie. "In questa casa straordinaria succedono cose pazzesche. L'albero e la natura hanno sempre giocato un ruolo fondamentale nella narrativa per bambini" racconta Griffiths che da ragazzo adorava il fantasy, i libri d'avventura e prima di diventare scrittore ha fatto mille lavori. Il cuore di questa serie è la forte amicizia tra i tre personaggi principali anche se litigano a colpi di banane giganti. "Ai bambini piace tanto e quando li incontro pensano sempre che io sia uno di loro per quello che scrivo" dice Griffiths. "Il target di lettori è dai cinque ai 12 anni ma il nostro pubblico - continua - è molto più vasto perchè coinvolge anche i genitori. Raccontiamo le storie con poche parole. Le immagini dicono molto di più e sono semplici. I bambini si immedesimano e sono disegni che loro stessi potrebbero fare. Abbiamo visto alcuni dei nostri piccoli lettori colorare gli spazi bianchi o aggiungere disegni fatti da loro" spiega lo scrittore australiano che privilegia il bianco e nero. "La motivazione è di tipo economico. A colori i libri costerebbero di più mentre noi vogliamo raggiungere il pubblico più ampio possibile di lettori".

Nell'editoria per ragazzi in Australia c'e' una grande vivacità perchè "siamo effettivamente separati dal resto del mondo e non dobbiamo seguire la metrica classica. Facciamo le cose a modo nostro. Prima della serie de 'La casa sull'albero' abbiamo pubblicato tanti libri assurdi con tanta violenza, espressioni volgari, cose improponibili in altri Paesi. Quest'ultima serie è più garbata e per completarla ci vorranno almeno altri cinque anni. Dobbiamo arrivare al tredicesimo libro. Non ci siamo ancora stancati e abbiamo molta libertà" racconta. Per scrivere ogni nuovo libro ci vuole almeno un anno. "E' come se ogni volta partissimo da zero. Quello dedicato ai 65 piani ci fa compiere un viaggio nel tempo in otto percorsi storici diversi" afferma l'autore che al momento non pensa ad altre serie. Le storie sono per la maggior parte assurde, come quella in cui i bambini raccontano come sono finiti sulla casa sull'albero di 26 piani. "Eppure i ragazzini chiedono sempre: "'E' vero?'. Io rispondo - dice lo scrittore - ogni volta di sì". Tante le proposte ma nessuna serie tv o film in lavorazione: "quando incontreremo il produttore giusto lo riconosceremo immediatamente. Potrebbe essere un nostro lettore cresciuto, ma per ora abbiamo avuto richieste che non rispetterebbero questo spazio di sogni" racconta Griffiths prima di correre alla presentazione del suo libro alla fiera.

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