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Viaggio in Italia tra i vecchietti del '900 e la povertà

Tff, Il tempo rimasto di Gaglianone e Fronte interno di Piacenza

Il cinema del reale, il documentario, sono un'eccellenza dell'industria cinematografica mondiale, e anche italiana, con una bellezza che sfida ad armi pari la narrazione di finzione. È il caso di due lavori che passano oggi al Torino Film Festival: IL TEMPO RIMASTO di Daniele Gaglianone, viaggio tra i vecchietti d'Italia e i loro ricordi, e IL FRONTE INTERNO di Paola Piacenza. Il primo lavoro nasce da un lungo viaggio in Italia iniziato nel 2019 grazie al progetto ARCHIVIO '900 (curato da ZaLab Film per Luce Cinecittà), ovvero la costruzione di un Archivio digitale dedicato alle memorie delle ultime persone che hanno vissuto il mondo e la vita prima delle grandi trasformazioni tecnologiche del '900. Un'idea bellissima: com'era la vita prima dell'elettricità, delle auto, del riscaldamento, del telefono e della televisione? Da qui tutta una serie di interviste in giro per l'Italia a dei vecchietti inevitabilmente teneri e sperduti che cercano di mettere ordine ai loro confusi ricordi. Il film, prodotto anche da Rai Cinema, nelle sale cinematografiche dal 20 gennaio distribuito da ZaLab Film spiega Gaglianone: "Ne IL TEMPO RIMASTO è più importante perdersi che arrivare a destinazione. Il tempo rimasto è un'elegia alla vita che se ne va e a quella che resta nascosta da qualche parte, in attesa d'essere raccontata ancora". E ancora il regista: "Una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio, che nasce da un lungo percorso di ascolto e decine di lunghi incontri in cinque regioni italiane, alla ricerca di un mondo 'fino a ieri' che a volte appare remotissimo e a volte stranamente presente. Il tempo rimasto - conclude Gaglianone - è un flusso fragile e resistente lungo un sentiero che vuole disorientare anziché portare in un luogo preciso: i frammenti di vita lontana si inanellano e scivolano uno dentro l'altro legando fra loro persone lontane, ma procedendo per il sentiero si riconosce il filo leggero e solido che può guidare chi percorre questo labirinto". IL FRONTE INTERNO di Paola Piacenza è invece un viaggio di 110 minuti tra Milano, Aosta, Torino e Palermo in compagnia di un giornalista con un passato ricco di reportage dalle zone di guerra del mondo, inviato de La Stampa, Domenico Quirico, alla ricerca di quegli inaspettati 'fronti caldi' del nostro Paese. Da qui incontri con uomini e donne scivolati in territori privi di certezze, in zone di povertà e disagio, che impongono riflessioni sui modi e sui limiti della narrazione. Ovvero un reportage sulla povertà, quella visibile e quella che non ci si aspetterebbe, in territori spesso dimenticati dalle statistiche dove uomini e donne cercano faticosamente di tirare avanti, aiutati e supportati da operatori sociali, insegnanti o religiosi nell'affrontare quotidianamente il problema della sopravvivenza, resa ancor più drammatica dall'emergenza sanitaria provocata dal Covid. "Torno a casa da un viaggio tra i poveri - dice Domenico Chirico nelle sue note piene di poesia -. Cerco la vita, lo stimolo, il bandolo, il senso. Nel film di quegli incontri scorgo ogni loro ruga, i trasalimenti dei muscoli, il battito delle palpebre. Resta, dopo tante voci, un gran silenzio. Ripenso all'aspro, nudo passo di Luca l'evangelista: beati i poveri e guai a voi ricchi! Ma chi sono i poveri? E io chi sono? Un povero o un ricco? Con chi mi schiero ogni giorno, come obbedisco a questa sentenza senza vie di uscita? Per chi scrivo?".

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