Mikkelsen, Un altro giro film molto 'italiano'

La pellicola di Vinterberg premiata ai Bafta e in gara per 2 Oscar

"Un altro giro è il film più italiano che abbia mai fatto Thomas, e lo dico nel senso migliore. Non importa quanto un film italiano posa essere serio o brutale, è sempre una celebrazione della vita in qualche modo ed è quello Thomas fa qui. Si sente quell'amore per la vita che condivido anch'io". Parola di Mads Mikkelsen, protagonista di Un altro giro (Another round) di Thomas Vinterberg, che ha ottenuto due nomination agli Oscar, per la regia e come miglior film internazionale. La dramedy ha anche appena conquistato il Bafta come miglior film non in lingua inglese.

Attore e regista, legati da una profonda amicizia e un sodalizio artistico iniziato con La caccia (2012) hanno parlato del film con il cineasta Rian Johnson in un incontro online organizzato dall'American Cinemateque. Al centro della storia di Un altro giro (che uscirà in Italia con Medusa e Movies Inspired) ci sono il cinquantenne Martin (Mikkelsen), insegnante di storia, e tre amici professori coetanei, Tommy (Thomas Bo Larsen), Peter (Lars Ranthe) e Nikolaj (Magnus Millang). Si ritrovano tutti in un momento di crisi nella loro vita che decidono di affrontare con una scelta ad alta gradazione alcolica: seguendo cioè una bizzarra teoria psichiatrica secondo la quale un certo livello costante di alcool nel sangue aiuterebbe a superare la depressione, e a vivere più sereni.

"Quando Thomas mi ha parlato dell'idea non me l'ha presentata come una glorificazione dell'alcool, ma come una storia incentrata su questi personaggi - spiega Mikkelsen -. Quattro amici che sono arrivati a un momento di blocco nella loro vita e devono capire come andare avanti. Thomas ha l'abilità di mettere persone normai in situazioni straordinarie, e non il contrario, rendendo così estremamente facile immedesimarsi nelle sue storie". Fra le fonti di ispirazione per Vinterberg ci sono film come Zorba il greco di Michael Cacoyannis e Otto e mezzo di Fellini: "Se un'astronave fosse mandata nell'universo con le cose più simboliche della Terra dovrebbe essere inclusa una copia Otto e mezzo… e una foto di Mads" aggiunge sorridendo il regista, che ha scritto il film, insieme a Tobias Lindholm, con già in mente gli attori che avrebbero interpretato i singoli personaggi. Particolarmente forte il suo legame con Mikkelsen: "Mads ha sempre mostrato un approccio così aperto e propone idee intelligenti. Consente uno scambio continuo. Questo è stato uno di quei film in cui si scrive per persone che ammiri e con cui vuoi lavorare". Con Vinterberg "abbiamo provato a lungo prima di girare, volevamo essere tutti sulla stessa lunghezza d'onda - spiega Mikkelsen -. Questo ha permesso di lasciare spazio sul set a ciò che fosse imprevedibile, al lasciarci sorprendere l'uno dall'altro". E' un cineasta "che lavora in modo diverso con ogni attore, li conosce e sa cosa può ottenere da loro. Io sono un interprete che ama cercare sempre più significati nei personaggi - aggiunge Mikkelsen - e lui come regista ti fa sentire sempre a tuo agio. Sai che per qualunque cosa ti chieda, anche la più inaspettata, lo ritroverai lì per darti una mano, in qualche modo".

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