Petite Maman, la magia degli 8 anni

Céline Sciamma in concorso a Berlino con la storia di 2 bimbe

È vero, come dicono alcuni autori, che nei primi anni di vita si è più naturalmente vicini alla magia, alla meraviglia, a ciò che è oltre le leggi della natura. In Petite maman della regista francese Céline Sciamma ("Ritratto della giovane in fiamme"), che passa oggi in concorso alla Berlinale, questa visione delle cose è sposata in pieno. Ecco la storia del film senza rivelare troppo, ma piuttosto da interpretare. Nelly, otto anni, ha appena perso la sua amata nonna e sta aiutando i suoi genitori a ripulire la grande casa d'infanzia di sua madre, che si trova in piena campagna. Esplora così la villa e i boschi circostanti dove sua madre, Marion, giocava e dove ha costruito la casa sull'albero di cui Nelly ha tanto sentito parlare. Un giorno la vivace Nelly si inoltra in un bosco dove incontra una bambina della sua stessa età che sta costruendo una casa sull'albero. E cosa strana: il suo nome è Marion, proprio come quello di sua madre. Céline Sciamma, per la seconda volta alla Berlinale, al suo quinto film fa un'opera che indaga le grandi questioni della vita sempre in una prospettiva squisitamente femminile. Un lavoro poi che tiene conto del grande potere dell'immaginazione. "Il film non solo è stato realizzato durante la pandemia, ma è stato reso possibile proprio grazie alla pandemia, perché la regista ha avuto del tempo per fare una storia personale - così Chatrian, direttore artistico di Berlino ha presentato Petite maman -. È un film piccolo, non ambizioso, ma con un tocco gentile di realismo magico. Ancora una volta - aggiunge- , come fu nel 2011 per Tomboy, presentato in anteprima proprio a Berlino, la Sciamma dà voce ai bambini". Ma per la regista che con il Ritratto della giovane in fiamme ha vinto il Prix della sceneggiatura e la Queer Palm al Festival di Cannes 2019, non finisce qui. A settembre sono iniziate le riprese del nuovo film di Jaques Audiard, Les Olympiades, di cui Sciamma ha curato la sceneggiatura insieme allo stesso regista e a Léa Meysus. In Petite maman c'è stato invece il ritorno di molti suoi collaboratori come Claire Mathon, direttrice della fotografia, che aveva già lavorato a Ritratto della giovane in fiamme, e Bénédicte Couvreur della Lilies Films in veste di produttore.

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