Cultura

Franco Marini, un' Europa più forte è garanzia di pace

Presidente Comitato Italia a Lubiana per commemorazioni

      (ANSA) – LUBIANA, 9 SET - "Per scongiurare altre simili disgrazie, come fu la prima guerra mondiale, ci serve l'Europa, un'Europa più forte, dotata di poteri politici e capace di maggiori iniziative di quelle che ha portato avanti finora". È proiettato tutto al futuro lo sguardo del senatore Franco Marini, presidente del Comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, intervenuto oggi su invito del presidente sloveno Borut Pahor alla Commemorazione di stato della Grande guerra, svoltasi a Lubiana, in Slovenia, presso l'ossario dei caduti della prima guerra mondiale.
    Marini, in dichiarazioni all'ANSA, ha ripreso un parallelismo tra la commemorazione di Lubiana, che ha dato voce alla narrazione della Grande Guerra degli scrittori sloveni, e il Requiem di Verdi, diretto dal maestro Riccardo Muti in luglio a Redipuglia. "È stata una cerimonia molto austera, simile a quella tenutasi all'ossario di Redipuglia. Entrambe le cerimonie sono state simbolicamente dedicate a tutti i caduti della Grande Guerra. La cultura e la musica sono dei mezzi per confrontarci e per misurarci sulle cose nobili della vita e dello spirito umano. Anche da questo punto di vista bisogna costruire un’Europa più forte". Sono queste secondo Marini le ragioni per le quali gli Stati, un tempo belligeranti, nel contesto odierno commemorano assieme i propri caduti: "Non si commemora la guerra, ma la si ricorda per le sue durezze e per i prezzi pagati dalle popolazioni coinvolte, per poi capire l'importanza della pace. Partendo dal ricordo della Grande Guerra si può costruire un periodo di pace che consenta lo sviluppo, la ripresa e una vita migliore. Ed è questo che dobbiamo tramandare ai giovani: più si conosce il prezzo pagato dai popoli al tempo della prima guerra mondiale, più si può aspirare alla pace".
    L'unità dell'Europa e il rafforzamento dell'idea europea sono al centro del pensiero di Marini, anche quando si parla di attualità: "L'Europa può essere e deve essere la risposta anche per le difficoltà che abbiamo nel contesto storico attuale, la risposta con la quale affrontare i focolai nel Mediterraneo, nel Medioriente, e in Ucraina, ai confini dell'Europa orientale. La Grande Guerra ci deve essere sempre di insegnamento. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro di sé ha lasciato strascichi così profondi, da sfociare nella seconda guerra mondiale. Le grandi dittature del XX secolo scaturirono dalle conseguenze della Grande Guerra, che si abbatterono sulla popolazione civile dopo il 1918".
    Alla commemorazione di Stato, tenutasi a Lubiana e promossa dal presidente sloveno Borut Pahor, hanno partecipato i Comitati Nazionali per le commemorazioni della prima guerra mondiale di Slovenia, Italia, Austria, Ungheria e Croazia, i quattro stati vicini, ma belligeranti nel periodo 1914-1918. Franco Marini ha avuto occasione di incontrare il presidente sloveno Pahor dopo la commemorazione. "Durante il breve incontro abbiamo avuto modo di porre l'attenzione su una possibile collaborazione tra i due Paesi su iniziative che riguardano la Grande Guerra e che andranno avanti fino al 2018. Un incontro di natura operativa sarà fissato per il futuro", ha detto Marini. (ANSA)

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