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Gravissimo per un ictus il camionista che uccise Rebellin

Gravissimo per un ictus il camionista che uccise Rebellin

Colpito domenica da un malore, rinviata l'udienza prevista oggi

VICENZA, 27 maggio 2024, 18:40

di Tommaso Quaggio

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

 Sono gravi le condizioni del camionista tedesco Wolfgang Rieke, l'uomo che il 30 novembre del 2022 con il suo tir travolse e uccise il campione di ciclismo Davide Rebellin in una rotatoria a Montebello Vicentino (Vicenza). E così la prima udienza dibattimentale, che dove tenersi proprio oggi in tribunale a Vicenza, per discutere le perizie sulla tragedia, è stata rinviata per legittimo impedimento a fine giugno, in attesa di capire lo stato di salute dell'imputato e come fare per proseguire il processo che lo vede imputato per omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga.


Il 64enne ora è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di neurologia dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso; il grave malore lo ha colpito all'interno di un bar giovedì scorso, nell'ora di permesso che gli è concessa dagli arresti domiciliari, misura che sta scontando in un appartamento del Trevigiano in attesa della conclusione del processo.


L'11 marzo scorso il giudice Filippo Lagrasta aveva rigettato il patteggiamento (3 anni e 11 mesi) avanzato dai legali di Rieke, Enrico Ambrosetti e Andrea Nardin. Una richiesta definita inammissibile, e che ha dato quindi l'avvio al dibattimento. La volontà, spiegano i legali - sperando nella guarigione del camionista che sarà trasferito in una struttura riabilitativa - è comunque quella di definire il processo entro l'estate.
A pesare sulla posizione giudiziaria di Rieke è stata anche l'aggravante della fuga. Dopo aver investito Rebellin, infatti, l'uomo era rimasto circa 15 minuti a pochi metri dal corpo esanime del campione, preoccupandosi solamente di cancellare le tracce di sangue più evidenti. Tornato a casa, in Germania, attraverso strade secondarie per non essere individuato, Rieke aveva sostituito il rimorchio e lavato il mezzo con un potente detersivo per eliminare ogni segno dell'impatto. A inchiodarlo erano state le immagini di sorveglianza della zona, scandagliate fotogramma per fotogramma dagli investigatori.
Sapendo di essere stato individuato, il 25 agosto scorso si era presentato spontaneamente al Brennero ed era stato portato in carcere a Vicenza dove è rimasto sino a pochi giorni fa, per essere ristretto ai domiciliari, con il braccialetto elettronico. 
   

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