/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Bancarotta con società boss Pillera, tre arresti Gdf Catania

Bancarotta con società boss Pillera, tre arresti Gdf Catania

Inchiesta della Procura su fallimento 'T.C. Impianti'

CATANIA, 28 maggio 2022, 06:55

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

Tre persone sono state arrestate e poste ai domiciliari da finanzieri del Comando provinciale di Catania nell'ambito di un'inchiesta della Procura distrettuale sulla 'T.C. Impianti', azienda del settore dei servizi per le telecomunicazioni dichiarata fallita nell'aprile del 2021. Sono Francesco Marino, rappresentante legale della società, e Giovanni Consolo e Massimo Scaglione in qualità di soci e amministratori. Sono indagati per bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, con condotte aggravate dall'avere favorito il clan mafioso Pillera-Puntina.
    Nei loro confronti il Gip ha emesso un'ordinanza cautelare che dispone anche la misura del divieto temporaneo di esercitare l'attività imprenditoriale per un anno. Dalle indagini del nucleo Pef delle Fiamme gialle è emerso che gli indagati, "a fronte di un rilevante passivo fallimentare della società, pari a circa 800 mila euro, prevalentemente costituito da debiti verso l'Erario, avrebbero trasferito, a un prezzo non congruo, macchinari, attrezzature e posizioni contrattuali a una nuova società appositamente costituita, la "Easytel", che di fatto, contesta l'accusa, ne ha continuato l'attività imprenditoriale".
    Sarebbero state, inoltre, "emesse fatture per operazioni inesistenti, con realizzazione di un indebito profitto, pari all'Iva non versata da parte di "T.C. Impianti", per 140 mila euro".
    Nell'inchiesta 'Easy order' sono confluite le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia ed elementi investigativi che, secondo la Procura, "consentirebbero di ricondurre la società a Salvatore Pillera, capostipite dell'omonimo clan, attualmente detenuto in regime di 41-bis". Accogliendo la richiesta della Dda il Gip ha anche disposto il sequestro delle quote della Easytel, dei relativi beni aziendali e del profitto del reato tributario di emissione di fatture per operazioni inesistenti, per un valore stimato di oltre un milione di euro.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza