Giustizia: Toghe onorarie, nostra protesta non si ferma

Oggi in 100 a flash mob, 'promesse da Salvini e Meloni'

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - L'onda della protesta dei magistrati onorari "non si arresta nè intende fermarsi pur in periodo Covid, perché la pandemia ha scoperchiato il vaso dell'ingiustizia verso chi dispensa giustizia da decenni e volutamente viene mantenuto invisibile per poter persistere nella negazione dei diritti fondamentali". Nel giorno del nuovo flashmob, stavolta davanti al Parlamento, è la Consulta della magistratura onoraria ad annunciare che le manifestazioni non sono finite. Oggi "a protestare contro la condizione di servi dello Stato" sono stati "cento magistrati del distretto di Roma". E hanno reclamato "a gran voce il riconoscimento dei diritti di lavoratori, come sanciti dalla recente sentenza della Corte Costituzionale e dalla Corte di Giustizia europea, eppure pervicacemente negati dal governo, che invece dovrà provvedere alla stabilizzazione di tutti precari della Pubblica Amministrazione, come imposto dall'Unione europea".
    "Non è più tollerabile - afferma la Consulta delle toghe onorarie- che 5000 magistrati onorari siano mantenuti ai margini dello stato di diritto: un precariato inaccettabile in uno Stato Membro dell'Unione Europea, di cui viola principi e arresti giurisprudenziali. Questa è la sostanza degli interventi degli onorevoli Salvini, Meloni, Morrone e Delmastro, con la promessa di un intervento concreto e rapido con decretazione d'urgenza volto ad adempiere alle linee di intervento indicate dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Giustizia Europa, nonché dalla Commissione Europa che minaccia la procedura di infrazione".
    (ANSA).
   

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