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Medici di base in stato di agitazione, territorio al collasso

'Troppi colleghi contagiati, studi scoperti'

Medici di famiglia e pediatri di libera scelta in stato di agitazione. "In questa seconda fase della pandemia - dicono - stiamo assistendo non solo al collasso degli ospedali e dei pronto soccorso, ma anche al collasso del territorio".

Chiedono il potenziamento della rete territoriale della medicina generale, con l'assunzione delle Usca, il rafforzamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici 118 e penitenziari e dei pediatri di libera scelta.

Lo stato d'agitazione è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Federazione CIPe SISPe SINSPe, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, La.Pe.L, SIMET, SMI, SNAMI, pari al 45% dei medici convenzionati. 

"I medici sono sottoposti a turni di lavoro massacranti anche a causa dei colleghi malati di Covid. Sono, infatti, più di 20mila gli operatori sanitari (tra ospedalieri, Mmg e infermieri) infettati da settembre a oggi, tra cui i medici di medicina generale, (lasciati spesso senza protezioni) con gli ambulatori scoperti per i quali a volte non si riesce a trovare sostituti; chi rimane deve svolgere il lavoro anche per altri". Lo dicono i medici di famiglia delle sigle sindacali entrate in stato di agitazione per chiedere il potenziamento della rete territoriale. Che sottolineano anche: "Degli undici medici morti per Covid nella seconda ondata, 9 erano medici di famiglia".

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