Amianto, ok in commissione all'emendamento Boccuzzi

"Pensione per tutti i malati di origine professionale". Plauso dell'Ona

Mandare in pensione tutti i lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate, la cui orgine professionale è stata riconosciuta dall'Inail: è questa la richiesta dell'Osservatorio nazionale amianto (Ona), che ha trovato formulazione nell'emendamento di Antonio Boccuzzi approvato in commisione Lavoro alla Camera.

"Tutti i lavoratori - recita l'emendamento - affetti da mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale o della tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi, riconosciuti dall’Inail di origine professionale ovvero quale causa di servizio, hanno diritto ad essere collocati in pensione in assenza di qualsiasi limite, di grado di inabilità e di anzianità anagrafica e contributiva, con effetto immediato e con quantificazione degli importi della prestazione nella misura dell'80% della media delle retribuzioni percepite per attività di lavoro, con rivalutazione in base agli indici Istat”.

In caso di approvazione della misura legislativa - spiega l'Ona -, tutti i lavoratori che ottenessero dall’Inail il riconoscimento della patologia asbesto correlata potrebbero accedere al prepensionamento a prescindere dal grado di inabilità. E quindi anche laddove operazioni chirurgiche e chemioterapia dovessero in qualche modo portare, anche momentaneamente, alla regressione della patologia, evidentemente potrebbero accedere alla prestazione pensionistica, senza correre il rischio di eventuali successive revoche, ovvero quello di dover continuare a lavorare pur con gravi patologie.

"Questa misura legislativa - affermano dall'Ona - si giustifica soprattutto alla luce della riforma Fornero, che ha elevato l’età pensionabile fino a far sfiorare i 70 anni. È evidente che non sempre patologie come il mesotelioma, il tumore polmonare e l’asbestosi danno immediatamente un grado invalidante tale da dar diritto alla pensione Inps, anche se magari accompagnate da periodi di malattia. Proprio per evitare ogni ambiguità, nel caso di sussistenza di queste gravi malattie, tutte purtroppo ad esito mortale tranne che in rari casi, è giusto che questi lavoratori siano messi in pensione di inabilità".

"Ringraziamo l’onorevole Boccuzzi e ci auguriamo che il parere favorevole della commissione Lavoro venga accompagnato dalla definitiva approvazione del Parlamento», dichiara il presidente dell'Ona, Ezio Bonanni.

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