G20: stampa russa indipendente, Putin isolato

Politologi, errore partire prima. Ma media ufficiali tacciono

(ANSA) - MOSCA, 17 NOV - Se i media ufficiali russi ignorano la partenza anticipata di Putin dal G20 australiano, quelli indipendenti non solo la sottolineano ma la criticano.
    "Se n'è andato alla russa, lasciando il G20 senza di lui e se stesso senza colazione" titola il Kommersant, sostenendo che il leader del Cremlino è stato attaccato dai leader occidentali sulla crisi ucraina e isolato, come dimostra il posto al margine nella foto di gruppo. Vedomosti parla di contrasti di posizioni ''mai visti prima'', sullo sfondo di una ''totale incomprensione tra le parti'', mentre Novi Izvestia ironizza: ''Insieme ma contemporaneamente separati''. ''Incontri gelidi nei limiti della decenza'', titola Nezavisima Gazeta, sostenendo che la spiegazione della partenza prematura ''non e' convincente''.
    Sullo stesso giornale il politologo Igor Bunin scrive che Putin sapeva di dover entrare in una ''gabbia con le tigri'' e che ha deciso di uscirne prima. ''Test australiano'', apre il Moskovski Komsomolets, dove Gheorgi Satarov, ex consigliere di Ietsin, spiega che un leader può lasciare un summit solo in caso catastrofe in patria, cosa che non è accaduta in Russia. Ma l'affondo più pesante, su vari media russi, arriva dal noto politologo Fiodor Lukanov, ritenuto vicino al Cremlino: ''sono stupito, non doveva lasciare il summit'', spiega, sostenendo che il gesto sarà interpretato come ''un effetto delle pressioni dei leader occidentali''. A suo avviso, inoltre, essendo il G20 un consesso non occidentale, Putin ''ha dimostrato mancanza di rispetto anche verso i Paesi Brics e altri paesi invitati''.
    ''Si crea l'impressione che non ci interessa il tema principale del G20, ossia la stabilizzazione dell'economia mondiale, e che ci interessano solo le cose nostre, gli effetti delle sanzioni".
    ''Ma più dimostrerà che ci interessano le sanzioni, più l'Occidente le userà'', ha concluso. Gli fa eco un altro politologo, Alexiei Makarkin: ''sarà letto come una sconfitta dell'immagine della Russia, una prova della sua solitudine sull' arena mondiale. Dopo che la Russia era stata esclusa dal G8, la comunità internazionale diceva che resta il G20: snobbandolo, la Russia ha dato l'impressione che non gli interessi neppure questo''. (ANSA).
   

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