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Arte: il 'branco' di Vitali a guardia del Palazzo Reale

Tappa del viaggio urbano dell'opera

(ANSA) - PALERMO, 06 GEN - Dalla Questura a Palazzo Reale. È la nuova tappa del viaggio urbano del "branco" di Velasco Vitali: 54 cani in statue di metallo e di materiale di edilizia abusiva che raffigurano simbolicamente la lotta alla mafia. Il "branco" nasce da un progetto curato da Alessandro De Lisi e promosso dalla Fondazione Falcone che il 23 maggio dell'anno scorso, anniversario della strage di Capaci, ha portato le installazioni nell'aula bunker dell'Ucciardone. Da qui i cani sono poi passati nel palazzo della Questura e ora vengono trasferiti a Palazzo Reale.
    È un caso, ha detto il questore Leopoldo Laricchia, in cui la bellezza dell'arte incarna la volontà di riscatto civile di una società che in questi anni è molto cambiata.
    È cambiato, ha detto il sindaco Leoluca Orlando, anche il rapporto di "sintonia" tra le istituzioni e i poteri criminali.
    Il progetto di animazione culturale e sociale che sta dietro la creazione del "branco" è stato inquadrato dal presidente dell'Ars Gianfranco Micciché e dalla direttrice della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso in una idea di saldatura e di collaborazione tra le istituzioni. Lo sfondo è la piazza nella quale si affacciano la Questura, l'Assemblea regionale, la legione dei carabinieri, la Fondazione Federico II. L'arte diventa così strumento dei cambiamenti e vivifica la memoria nel trentennale delle stragi. Da qui la scelta della Fondazione Falcone di portare l'arte contemporanea nei luoghi vitali delle più importanti battaglie contro la mafia in modo da non limitare la memoria solo al ricordo. "Parliamo - ha aggiunto Alessandro De Lisi - di quella memoria che dalla commemorazione punta alla ricostruzione". (ANSA).
   

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