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La Costa Smeralda diventa una fiaba nel film di Gandolfo

La Costa Smeralda diventa una fiaba nel film di Gandolfo

L'Aga Khan come il principe de La bella addormentata

ARZACHENA, 13 giugno 2023, 19:04

Redazione ANSA

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DI ANTONELLA BRIANDA

Ha l'incipit di una fiaba e come tutte le fiabe racconta di posti incantati, principi e cortigiani. E lo fa, ora attraverso immagini reali di repertorio, ora con fotogrammi recenti. "La bella addormentata", l'ultimo lavoro del regista romano Vanni Gandolfo, sbarca nella sezione Art&Music del Biografilm, il festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e ai racconti di vita in corso a Bologna fino al 19 giugno. Nessuna fanciulla colta da un sonno profondo, ma ad incarnare la parte della protagonista dell'opera del regista autore e produttore creativo, che ha lavorato per anni con la Bbc, è la Costa Smeralda e la realizzazione del suo processo edilizio voluto dal principe Karim Aga Khan e di cui Gandolfo, allora bambino, è stato spettatore.

Suo padre fu infatti uno dei costruttori di questo sogno patinato voluto dal principe. E proprio il rapporto con il padre, le mille domande che il regista si è posto su questo esperimento architettonico perfettamente riuscito che è la Costa Smeralda, la natura della costa gallurese plasmata in funzione di una visione turistica innovativa, sono al centro del film girato in formati differenti. C'è quello cinematografico in 6K, che privilegiando lenti grandangolari ha permesso al regista di restituire la bellezza e la maestosità di questo luogo; ci sono i vecchi film di famiglia in Super8, codificati in 2K, che riportano lo spettatore alla vita dei 'coloni', ossia di coloro i quali arrivarono in questo angolo di Gallura per realizzare il progetto dell'Aga Khan.

E ci sono poi le riprese in pellicola 16mm, con lenti più strette, e le immagini di repertorio dell'Archivio Storico Luce di Cinecittà e di Rai Teche, che furono il mezzo con cui, sessant'anni fa, la favola della Costa Smeralda fu raccontata al grande pubblico, diventando parte di un immaginario collettivo da favola, appunto.

"Per anni - racconta il regista - ho contestato a mio padre di aver contribuito alla costruzione di questo paradiso finto, per pochi fortunati. Per anni ho sentito verso la Costa Smeralda un sentimento di amore profondo, perché luogo dell'infanzia, e incomprensione totale, al limite della repulsione. Mio padre è morto molti anni fa, quando ero poco più che un ragazzo e i nostri scontri non sono mai diventati un confronto adulto. Sono partito, quindi, per un viaggio che è servito a scoprire cos'è realmente la Costa Smeralda, oltre l'immaginario collettivo delle estati chiassose e oltre la favola dei pastori salvati dalla miseria, perché la Costa Smeralda - chiarisce Gandolfo - è un luogo finto, che forse, dopo 60 anni, è più reale e concreto di quanto abbiamo mai immaginato".

La metafora usata dal regista è quella di un paradiso addormentato, risvegliato da un giovane principe. Il film, scritto a quattro mani da Gandolfo e Fabio Astone, ha come attori protagonisti Paolo Ammassari, Giovanna Maria Azara, Bachisio Bandinu, Simonetta Riccardi ed è stato prodotto dalla casa di produzione Eurofilm, impegnata nella realizzazione di film e documentari in coproduzione con i più importanti broadcaster esteri e destinati al mercato internazionale. Le musiche sono affidate al compositore Sebastian Escofet. 

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