COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Optimamente

Chi vincerà la sfida dell’e-commerce?

La pandemia dovuta al COVID-19 ha imposto un lockdown forzato all’italia. E ha spinto il traffico verso gli ecommerce verso l’alto. Non subito, i primi 20 giorni di lockdown hanno visto un trend in calo dovuto all’interesse della popolazione rivolto altrove.

Ad esempio alla necessità di tutelarsi, informarsi e accaparrarsi i beni di prima necessità. Ma poi le persone hanno acquistato online, ma non tutti gli e-commerce hanno monetizzato. Questa è la sintesi del rapporto 2020 pubblicato dalla Casaleggio Associati.

Il documento mostra uno scenario che realtà professionali come l’abruzzese Genesi Web Agency hanno sempre definito: non basta avere un e-commerce per riuscire a vendere online con successo.

C’è bisogno di strategia e competenza, soprattutto di risorse adeguate. Questo vale in situazioni particolari ma anche nella realtà quotidiana: il nuovo Coronavirus ha solo fatto emergere le difficoltà delle aziende che non hanno strutturato la propria attività di vendita online nel modo giusto. Vale a dire? Chi vincerà la sfida dell’e-commerce?

Bisogna avere capacità organizzative

Come ha messo in evidenza anche il report della Casaleggio, spesso gli ecommerce non hanno monetizzato l’attività di vendita online a causa di un’inadeguata organizzazione delle risorse. In particolar modo, c’è stata un’assenza delle risorse in termini di spedizione.

Chiaramente la situazione del Coronavirus ha reso tutto più complicato, mancavano proprio i servizi sul territorio. Ma la congestione degli ordini ha permesso di effettuare un vero e proprio stress test sulle strutture di vendita online delle aziende. E ha vinto chi è riuscito a garantire tempi ridotti (nei limiti del possibile) ma anche sicurezza e convenienza.

Questo è avvenuto con le imprese lungimiranti (e con risorse adeguate) che hanno garantito una consegna contactless per tutelare acquirenti e operatori. Stiamo parlando di un sistema che consente di lasciare il bene sulla porta senza firmare o in luoghi di ritiro personale.

Ma le aziende virtuose - come Zara - hanno anche potenziato il servizio, avanzando la spedizione gratuita e migliorando il reso a 30 giorni dalla riapertura dei negozi fisici.

Non puoi ignorare l’infrastruttura

Nel periodo del lockdown le abitudini dei consumatori online sono cambiate in modo repentino, senza preavviso. Questa è la classica situazione che mette sotto tensione la struttura di un ecommerce dal punto di vista dell’hosting e dei server utilizzati.

Il report sottolinea un punto: non tutti hanno avuto vantaggi reali, ma una buona parte degli e-commerce ha guadagnato traffico. E aumentato le vendite. Ma questo è possibile solo se il sito web regge. Per questo chi decide di investire nell'e-commerce ha bisogno qualità.

E in particolar modo di un server provider professionale che fornisca server dedicati, VPS, cloud e altri servizi specifici per reggere picchi di traffico improvvisi. Farsi trovare con il sito non raggiungibile in queste occasioni è un problema che non può essere ignorato.

Lo shop online non è un sito web normale

Chi vincerà la sfida dell’e-commerce? Un vantaggio in più è in mano a chi esce dalla logica di poter pubblicare un portale per le vendite online paragonandolo a un qualsiasi altro progetto web. Come un sito web personale, un blog aziendale o una vetrina online.

L’e-commerce è altro, è un ecosistema digitale che ha bisogno in primo luogo di una progettazione professionale. Chi, come la web agency Genesi.it, lavora ogni giorno nella definizione e costruzione di portali per vendere online sa bene che non puoi improvvisare.

Devi studiare il contesto, la concorrenza, le ricerche degli utenti e le tendenze di mercato. Per poi creare una struttura web pensata per essere navigata e scansionata dai motori di ricerca in modo da mettere in primo piano ciò che serve realmente. A questo punto si creano le pagine web che devono essere belle da vedere, facili da scoprire e veloci. Molto veloci.

Su questo punto Google ha le idee chiare, tanto da inserire la velocità di caricamento delle pagine tra i fattori di posizionamento. Questo significa trovare un equilibrio importante tra la quantità/qualità dei contenuti delle pagine web e l’ottimizzazione.

L’e-commerce non è un sito normale e la sfida lanciata dalla vendita online la vince chi riesce a riprodurre l’esperienza della vendita fisica su un sito web. Come riuscirci? Lavorando con chi ha l’esperienza per portare a termine un lavoro professionale, oggi non c’è più spazio per l’improvvisazione e il fai da te nel mondo della vendita online.

Mai sedersi e aspettare che avvenga qualcosa

Alcuni operatori hanno smesso di fare pubblicità, riporta la ricerca di Casaleggio, perché durante il lockdown sono arrivati alla saturazione. Scelta saggia? Dipende, ci sono modi diversi di fare promozione e non sempre l’attenzione è rivolta alla vendita.

Di sicuro, oggi, la sfida dell’e-commerce viene vinta da chi conosce l’importanza dell’ADV e della promozione. Da Facebook a Google, c’è un universo da esplorare e le dinamiche di una strategia di web marketing per e-commerce non possono essere lasciate al caso.

Ma, soprattutto, non si può pensare di pubblicare un e-commerce e aspettare che avvenga qualcosa. Ecco perché aziende come Genesi.it affiancano alla creazione del sito di vendita online una strategia di marketing online per studiare la soluzione migliore. Valutando contesto, competitor, brand prodotto e, ovviamente, il budget.

Oggi abbiamo imparato tanto dall’esperienza vissuta durante il lockdown. Siamo un po’ più coscienti del fatto che le aziende possono aumentare i profitti grazie alle vendite online, ma abbiamo anche capito - ancora di più, se necessario - che non basta esserci.

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