/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Lega: pm, a processo Umberto Bossi e figli

Lega: pm, a processo Umberto Bossi e figli

Chiesta l'archiviazione per Rosi Mauro

MILANO, 25 giugno 2014, 16:33

Redazione ANSA

ANSACheck

Bossi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Bossi - RIPRODUZIONE RISERVATA
Bossi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Oltre 40 milioni di euro di rimborsi elettorali incassati 'illecitamente' dalla Lega quando a guidarla era ancora Umberto Bossi. Soldi pubblici finiti nelle casse del Carroccio presentando a Camera e Senato rendiconti 'irregolari' di cui poi circa mezzo milione sono serviti al Senatur e ai suoi figli, Riccardo e Renzo il 'Trota', per pagare una serie di spese personali: multe, lavori per la casa di Gemonio, vestiti, gioielli, fino al dentista. E ancora: una macchina nuova, l'ormai nota laurea albanese, le rate universitarie, il mantenimento dell'ex moglie e anche il veterinario per il cane. E' lungo l'elenco dei soldi prelevati dai conti del partito, allora usato come un bancomat, per lo shopping e le spese private dell'ex segretario della Lega e dai suoi due figli. Elenco messo nero su bianco nella richiesta di processo per i tre Bossi e altre sei persone firmata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, i quali hanno invece stabilito che la posizione dell'ex vice presidente del Senato Rosi Mauro va archiviata. Non così per l'ex tesoriere di via Bellerio, Francesco Belsito, per tre ex componenti del comitato di controllo di secondo livello, Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci, coloro che hanno firmato i rendiconti ritenuti irregolari presentati in Parlamento, per l'imprenditore Stefano Bonet e il commercialista Paolo Scala. Per loro, come per l'ex numero uno del carroccio e i figli, le accuse a vario titolo sono truffa aggravata ai danni dello Stato, appropriazione indebita e riciclaggio. La vicenda per cui ora la Procura chiede il processo riguarda in prima battuta quell'operazione addebitata a Bossi in qualità di legale rappresentante della Lega, complici Aldovisi, Sanavio e Turci, che sarebbe stata messa in atto attraverso i falsi rendiconti-spese presentati a Camera e Senato per far incassare illecitamente al partito circa 40 milioni di euro di rimborsi elettorali per il 2008 e il 2009. Rimborsi che per il 2010 non sono stati erogati in quanto , come si legge nel capo di imputazione, i "revisori pubblici" nell'estate di due anni fa attestarono le irregolarità. Nella richiesta di giudizio sono riportati i conti di quelle che, codice alla mano, si chiamano appropriazioni indebite. Tra il 2009 e il 2011, il Senatur avrebbe speso, secondo i pm, oltre 208 mila euro di soldi pubblici: significativo l'assegno da 20 mila con la dicitura 'Casa Capo Lavori'. E poicartelle esattoriali, ''lavori edilizi'' per la casa di Gemonio(1.583 euro), assegni da 50 mila euro, 160 euro per ''acquistoregalo di nozze'', 27 mila euro per ''abbigliamento'', gioielli, 1.500 euro di dentista, 81 mila euro per lavori in una casa a Roma. Per Renzo più di 145mila euro di spese: migliaia di euro in multe, 3mila euro di assicurazione auto, 48mila euro per comprarsi una macchina e 77mila euro per la ''laurea albanese''. Riccardo, invece, ha speso quasi 158mila euro per pagare ''debiti personali'', ''noleggi auto'', le rate dell'Universita' dell'Insubria, l'affitto, il ''mantenimento dell'ex moglie'', l'abbonamento della pay-tv, ''luce e gas'' e anche il ''veterinario per il cane''. Anche Rosi Mauro era stata accusata di essersi appropriata indebitamente di quasi 100 mila euro, ma ora per lei è stata chiesta l'archiviazione. Dopo la chiusura delle indagini (avvenuta lo scorso novembre), l'ex senatrice - per altro espulsa dal partito nonostante si fosse sempre dichiarata innocente - si è fatta interrogare: si è difesa "su ciascuno dei tre fatti" contestati "fornendo anche documenti di supporto e prospettando spiegazioni che al pm" sono apparse "accoglibili e comunque tali da rendere assai dubbia la solidità della prospettazione accusatoria". Anzi, per la Procura, "non è irragionevole ritenere" che Belsito, "abbia utilizzato" l'ex vicepresidente del Senato e il suo bodyguard Pierangelo Moscagiuro, al quale si ipotizzava fosse stata comprata anche a lui una laurea in Albania per oltre 77 mila euro, "come pretesti per prelevare denaro per se stesso". Denaro ora conteggiato nei circa 2 milioni e 400 mila euro che, come è emerso dagli accertamenti, l'ex tesoriere avrebbe sottratto alla Lega, la quale, dopo essere stata travolta dall'inchiesta nell'estate 2012, ora è parte offesa.

 

 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza