Peste suina: Cia, subito riforma legge su fauna selvatica

Scongiurare il rischio in Italia; Ue più controlli sulla merce

Redazione ANSA ROMA

L'intensificarsi dei casi di peste suina africana (Psa) in Europa deve spingere il governo italiano a una riforma sostanziale della legge sulla fauna selvatica. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani, dopo l'ultimo episodio di contagio su un cinghiale nel tedesco Brandeburgo, che deve portare le istituzioni Ue a intensificare i controlli sulla merce importata e sul flusso di animali vivi; basti pensare che l'Italia ne importa per il 40% e solo in Ue da Olanda, Francia e Germania. A oggi non esiste ancora un vaccino a protezione degli animali e l'unica strada percorribile è l'abbattimento dei capi infetti, spiega Cia.

Da qui la necessità che l'Italia provveda al contenimento del numero dei cinghiali, tenuto conto del fatto che il Paese, anche per effetto del lockdown, conta quasi 2 milioni di esemplari.

Intervenire in tal senso, secondo Cia, è urgente per la salvaguardia dell'agricoltura e la sicurezza pubblica ma anche per scongiurare il rischio di diffusione del virus tra gli ungulati, liberi lungo tutta la penisola e negli allevamenti di suini. "Non aspettiamo che anche questo problema diventi emergenza italiana", dichiara il presidente Dino Scanavino, secondo il quale "le istituzioni devono adeguare la legge 157/92 alle esigenze attuali e coinvolgere maggiormente le associazioni venatorie con linee guida circa lo smaltimento delle carcasse o la creazione di centri di stoccaggio. E' opportuno poi avvalersi delle guardie forestali per il controllo e il presidio del territorio - conclude Scanavino - mentre la commissione Ue deve applicare il principio di regionalizzazione a tutela del commercio internazionale". (ANSA).

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