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Su Marte vulcani attivi 3 miliardi di anni fa

Su Marte vulcani attivi 3 miliardi di anni fa

Indicano che il pianeta era ospitale per la vita

20 giugno 2018, 16:51

Redazione ANSA

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La formazione Medusa Fossae su Marte, fotografata dal satellite europeo Mars Express (fonte: ESA/DLR/FU Berlin, G. Neukum, CC BY-SA 3.0 IGO) - RIPRODUZIONE RISERVATA

La formazione Medusa Fossae su Marte, fotografata dal satellite europeo Mars Express (fonte: ESA/DLR/FU Berlin, G. Neukum, CC BY-SA 3.0 IGO) - RIPRODUZIONE RISERVATA
La formazione Medusa Fossae su Marte, fotografata dal satellite europeo Mars Express (fonte: ESA/DLR/FU Berlin, G. Neukum, CC BY-SA 3.0 IGO) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Si trova su Marte il più grande deposito vulcanico esplosivo dell'intero Sistema Solare: è la formazione Medusae Fossae, dall'estensione pari a un quinto degli Stati Uniti. La sua formazione, risultato dei grandi vulcani che erano attivi circa 3 miliardi di anni fa su Marte, rinforza l'ipotesi che in passato il pianeta rosso sarebbe stato in grado di ospitare la vita. La scoperta, pubblicata sul Journal of Geophysical Research: Planets, èdeil gruppo della John Hopkins University guidato da Lujendra Ojha.

Osservata per la prima volta nel 1960, non era chiaro quale fosse la natura della Medusae Fossae, ma grazie ai dati sulla gravità raccolti dai satelliti nell'orbita di Marte, per la prima volta si è riusciti a misurare la densità di questo deposito vulcanico, scoprendo che la sua roccia è insolitamente porosa. Di qui la conclusione che abbia avuto origine dal materiale depositato con le eruzioni vulcaniche avvenute su Marte più di 3 miliardi di anni fa.

"Non conosciamo un altro deposito grande come questo", commenta Ojha. La sua formazione avrebbe segnato un punto cruciale per la storia di Marte: le eruzioni da cui è nato avrebbero espulso fuori enormi quantità di gas che avrebbero modificato l'atmosfera marziana, e abbastanza acqua da ricoprire l'intero pianeta. I gas serra delle eruzioni possono aver scaldato la superficie del pianeta abbastanza da far rimanere l'acqua liquida in superficie, mentre i gas vulcanici potrebbero avere alterato anche la chimica della superficie.


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