/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Trovata l'area del cervello che dà vita alla magia dei film

Trovata l'area del cervello che dà vita alla magia dei film

Ci fa vedere i singoli fotogrammi come immagini in continuo movimento

13 febbraio 2024, 08:16

di Benedetta Bianco

ANSACheck

La magia dei film è opera di un 'area del cervello nota come collicolo superiore (fonte: Freepik) - RIPRODUZIONE RISERVATA

La magia dei film è opera di un 'area del cervello nota come collicolo superiore (fonte: Freepik) -     RIPRODUZIONE RISERVATA
La magia dei film è opera di un 'area del cervello nota come collicolo superiore (fonte: Freepik) - RIPRODUZIONE RISERVATA

La magia dei film è tutta opera di una piccola area del cervello che trasforma i singoli fotogrammi nell’illusione di immagini in movimento, senza interruzioni tra l’una e l’altra. Ora questa struttura fondamentale è stata finalmente individuata nel collicolo superiore, vitale non solo per guardare un film ma soprattutto per la percezione dinamica del mondo che ci circonda. Il risultato si deve ad uno studio del centro di ricerca Champalimaud di Lisbona pubblicato sulla rivista Nature Communications, che apre nuove strade per la comprensione ed il trattamento di disabilità visive, malattie del nervo ottico, ictus e autismo.

La velocità con cui dei lampi di luce devono susseguirsi affinché il cervello li percepisca come una luce fissa anziché lampeggiante è nota come ‘soglia di fusione dello sfarfallio’ e varia molto tra i diversi animali: ad esempio, gli uccelli hanno una soglia molto più alta rispetto agli esseri umani, e possono quindi captare anche movimenti estremamente veloci. Tuttavia, utilizzando metodi diversi per misurare questa soglia si ottengono solitamente risultati diversi.

Per fare un po’ di luce sulla questione, i ricercatori coordinati da Noam Shemesh hanno quindi scelto di combinare tra loro scansioni cerebrali con risonanza magnetica funzionale, esperimenti per valutare il comportamento e registrazioni elettriche dell’attività cerebrale. L’obiettivo era osservare il cervello quando passa dalla percezione di lampi singoli a quella di una luce fissa e individuare le regioni coinvolte in questo processo.

Tutti i dati raccolti facendo esperimenti con i topi hanno puntato alla stessa area: il collicolo superiore. “A frequenze di luce più basse, ogni lampo sembra essere elaborato da questa struttura come una novità importante – spiega Rita Gil, co-autrice dello studio insieme a Mafalda Valente – ma quando la frequenza aumenta oltre una certa soglia, il collicolo superiore sembra decidere che lo stimolo non è più nuovo o degno di nota e riduce quindi la sua attività, facendolo percepire come continuo”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza