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Schillaci, dalla Croce Rossa 160 anni di altruismo e dedizione

Schillaci, dalla Croce Rossa 160 anni di altruismo e dedizione

Simbolo è la Sorella Franca Caporali, che ha ricevuto medaglia

ROMA, 23 febbraio 2024, 12:55

Redazione ANSA

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Volontari della Croce Rossa Italiana a Ventotene - RIPRODUZIONE RISERVATA

Volontari della Croce Rossa Italiana a Ventotene -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Volontari della Croce Rossa Italiana a Ventotene - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una storia lunga 160 anni di "altruismo e dedizione". Con queste parole il ministro della Salute Orazio Schillaci ha consegnato oggi alla Sorella Franca Caporali, della Croce Rossa di Grosseto, la Florence Nightingale Medal, la massima onorificenza che la Croce Rossa Internazionale assegna ogni due anni.

"Questa importante ricorrenza - ha detto Schillaci - ci offre l'occasione per celebrare il ruolo fondamentale che la Croce Rossa Italiana svolge nell'ambito dell'assistenza sanitaria e sociale, ovunque al servizio delle persone più fragili e vulnerabili. Il simbolo di questo impegno oggi è il volto di Sorella Franca Caporali in Vaglio, che con abnegazione e spirito di sacrificio ha dedicato la propria vita agli altri, in oltre 60 anni spesi così lungamente fuori dai nostri confini, negli scenari più difficili di guerra e di povertà: dalla Somalia al Congo, dal Mozambico alla Bosnia, l'Albania, il Kosovo.

Un'attività - ha sottolineato - proseguita con coraggio e generosità estrema anche dopo l'esperienza del sequestro subito in Albania. A lei, emblema dell'assistenza alla persona, consegno questa medaglia con profondo senso di ammirazione esprimendo la mia riconoscenza verso tutti coloro che portano aiuto e conforto a chi versa in situazioni di grande fragilità".

"È bene ricordare - ha affermato il ministro - ancora il contributo prezioso che Croce Rossa Italiana apporta in ambiti essenziali per la tutela della salute: i servizi d'ambulanza, il supporto al 118; il contributo fornito durante la pandemia attraverso i mezzi ad alto biocontenimento. E ancora l'impegno speso a sostegno degli Uffici Usmaf nei luoghi di confine e negli aeroporti; nella promozione della donazione di sangue e della prevenzione, e a tal proposito ricordo gli screening e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili". "Il vostro esempio - ha concluso Schillaci - ravviva ovunque il senso di comunità e risponde al principio essenziale che guida il nostro Servizio Sanitario: un principio di umanità che mette al centro la persona".
   

Franca Caporali, crocerossina dalla vita coraggiosa

Quasi 87 anni, vissuti con coraggio e dedizione agli altri e premiati oggi con la Florence Nightingale Medal, la massima onorificenza che la Croce Rossa Internazionale assegna ogni due anni, consegnata dal ministro della Salute Orazio Schillaci nella sede del dicastero a Roma. Quella di Sorella Franca Caporali Vaglio, in Croce Rossa dal 1959, e’ una storia di vita intensa: infermiera volontaria, ha operato dieci anni in Africa in vari Paesi e partecipato a numerose missioni internazionali in Romania, a Sarajevo, in Kosovo, in Albania e a Baghdad. 

   Impegnata nell’educazione sanitaria e nella formazione al primo soccorso, ha avuto anche un’esperienza  molto forte, quella di un rapimento, insieme a quattro medici della Croce Rossa, nel marzo del 1997, durante una missione a per curare dei bambini che non potevano raggiungere l’Italia. Rapita insieme a quattro medici da uomini armati a scopo di ricatto verso il Governo italiano, e’ stata liberata dopo una breve prigionia”. 

  “Di quei momenti - spiega - ricordo ancora il kalashnikov che mi puntarono all’altezza del collo, dietro la testa, una cosa di cui per vent’anni non sono riuscita a parlare, e il fatto che pensavo che con le scarpe che avevo in dotazione non avrei mai potuto scappare”. A celebrarla e’ stata prima di tutto la Croce Rossa, con il presidente Rosario Valastro. “La Croce Rossa italiana tutta - spiega Valastro - è onorata, la sentiamo un po’ nostra questa medaglia. In questi 160 anni di attività abbiamo contribuito a quella che è la diffusione delle norme di igiene, di educazione sanitaria e quindi di prevenzione, oltre che di reazione, quando c'è stata un'emergenza a carattere sanitario. Parlando di questi primi 160 anni, parto dall'ambulanza con il carro e il cavallo e guardo oggi all'ambulanza in alto biocontenimento, perché vedo un'unica strada, quella di servire le persone più vulnerabili nella maniera più corretta e con le migliori capacità tecniche che oggi abbiamo”. 

   Presente anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, già presidente della Croce Rossa italiana, che dice: “Franca è una colonna della Croce Rossa, ha fatto tantissime missioni, e a Grosseto è una fonte di ispirazione per i giovani volontari”. 

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