Prevenzione e cura, a Roma un centro per salute della donna

Progetto Sapienza e Umberto I con Atena Onlus, collabora la Lilt

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 20 DIC - La cura delle donne, dall'adolescenza alla terza età, con percorsi di prevenzione e cura in un poliambulatorio che avrà il compito di coordinare specialisti e servizi di diverse discipline. Nascerà a Roma il "Centro per la salute e il benessere della donna", un progetto promosso dall'Università La Sapienza e dal Policlinico Umberto I, con la fondazione Atena Onlus e in collaborazione con Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt). Il centro, presentato oggi, sarà un poliambulatorio situato negli spazi di Palazzo Baleani, al quale si potrà accedere tramite uno sportello di accoglienza raggiungibile telefonicamente o recandosi presso la sede. Tra i servizi offerti vi saranno quelli per il benessere psicologico e per la salute nutrizionale, ma anche per la riproduzione, la gravidanza, la menopausa, la prevenzione e la cura dei tumori e alle malattie rare. "L'Ateneo - dichiara la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni - mette a disposizione gli spazi di Palazzo Baleani per ospitare un servizio integrato e multidisciplinare finalizzato a un'assistenza a 360 gradi, facilmente fruibile dalle donne di ogni età". Rappresenterà, precisa il direttore generale dell'Umberto I Fabrizio d'Alba, "un modello virtuoso perché in grado di mettere a sistema pezzi importanti del sistema sanitario regionale, con le loro rete di professionisti ultra specializzati e realtà del mondo del sociale".
    "La Fondazione Atena onlus - dichiara la presidente Carla Vittoria Cacace - è stata creata nel 2001 e dopo 20 anni di volontariato è nata Atena Donna. Ci avvaliamo della professionalità di prestigiosi medici che permettono di coprire tutti gli aspetti delle patologie eche rappresentano un patrimonio di competenze in ogni campo della sanità e della ricerca". La nuova struttura, "unica nel suo genere - conclude il presidente Lilt Francesco Schittulli - unisce l'impegno e le competenze di diverse realtà dell'ambito socio sanitario, rappresentando un qualificato contributo per il rilancio della prevenzione oncologica per recuperare il il tempo perduto dal 2020 a causa del Covid". (ANSA).
   

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