Ducati Streetfighter V4, le due anime diverse del Joker

Motore estremo con ciclistica che lo rende adatto alla strada

Redazione ANSA MILANO

E' un progetto estremo e con due anime come il Joker. E' stata presentata così, durante la presentazione via streaming, la nuova Ducati Streetfighter V4, nata attorno ad un motore estremo per il quale è stata confezionata una ciclistica che possa rendere le medesime emozioni ma con la sicurezza di una moto per l'uso stradale. "ci siamo ispirati al personaggio di Joker - ha raccontato il designer Jeremy Faraud, che proprio della nuova arrivata in casa di Borgo Panigale si è occupato - perché come lui ha una doppia personalità: può essere una moto da pista ma è una moto da strada. La linea della moto ha un volume scomposto come quello di una naked, ma in realtà ogni elemento è in continuità come se si trattasse di una moto da Superbike". Una moto 'ibrida', fanno sapere da Ducati, perché oltre all'uso che può essere declinato nel senso più sportivo su rettilinei e curve di un circuito dove mettere alla frusta il motore Desmosedici stradale derivato dalla MotoGP, la Streetfighter V4 è stata pensata anche per la comodità nell'uso su strade normali, in termini anche di confort sia per il pilota che per il passeggero. Il motore è di fatto quello della corniola Panigale, ma la Streetfighter non è semplicemente una Panigale 'nuda', perché in Ducati sono dati da fare per concentrarsi sull'uso stradale della portentosa naked.


A distinguerla dalla sorella carenata, la Streetfighter ha tanto per cominciare un interesse più lungo, ma anche la sella più alta, le pedane più basse e il manubrio regolabile in modo da poter scegliere una posizione di guida più sportiva o più 'rilassata'. Il motore Desmosedici Stradale da 1.100 cm3, soprattutto in ottica stradale, è tenuto a bada da ali biplano e da un pacchetto elettronico di ultima generazione, per quella che a borgo Panigale hanno chiamato 'Fight Formula', ovvero la formula che dà vita ad naked Ducati esagerata, moderna e tecnologica con un design aggressivo ed emozionante e che non fa nulla per nascondere prestazioni al vertice del segmento. Sullo Streetfighter il telaio Front Frame e il motore Desmosedici Stradale sono lasciati quanto più possibile a vista, solo parzialmente coperti da sovrastrutture ridotte al minimo e con linee affilate, che creano un insieme pulito ed essenziale. Il frontale basso e proteso in avanti, a proseguire le linee caricate del serbatoio, conferiscono allo Streetfighter un aspetto da predatore pronto all'attacco. "Nel frontale - ha commentato il designer Faraud - si legge la follia del Joker".

Se i 208 CV sono una potenza impressionante per una naked, la mappa dedicata del controllo motore consente di sfruttarli con facilità nell'impiego su strada. Il motore, in abbinamento a un peso a secco di 178 Kg (della versione S) porta il rapporto potenza/peso a un valore di 1,17. Le prestazioni possono crescere ulteriormente montando lo scarico full-racing Ducati Performance by Akrapovič, che porta la potenza a 220 CV e consente una riduzione di peso di 6 kg. Le esuberanti performance dello Streetfighter V4 sono tenute a bada dalla raffinata elettronica presa direttamente dalla Panigale V4 e dalle ali in configurazione biplano sviluppate dagli aerodinamici di Ducati Corse. Le ali, collocate in posizione avanzata per massimizzare l'effetto, riducono il 'galleggiamento' della ruota anteriore alle alte velocità, la tendenza all'impennata e incrementando la stabilità durante le fasi di frenata, ingresso e percorrenza di curva. Questo comportamento dinamico infonde sicurezza su strada, mentre in pista, limitando l'intervento dei controlli elettronici e consentendo di frenare più tardi, introduce grandi benefici a livello prestazionale. Il pacchetto elettronico di ultima generazione dello Streetfighter V4 è anche in grado di rilevare istantaneamente angolo di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. I controlli gestiscono tutte le fasi della guida: alcuni sono deputati a partenza, accelerazioni e frenate, altri sovrintendono alla trazione, altri ancora sono relativi alle fasi di percorrenza e uscita di curva.

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