Società & Diritti

Venditrice a domicilio, flessibilità e successo per le mamme lavoratrici

Conciliare occupazione, cura di se e della famiglia, tre testimonianze di donne

1965 Il Party Tupperware. Foto vintage di uno dei brand più noti di vendite a domicilio © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 08 maggio 2021
  • 22:11

In un clima di pandemia che ha messo in ginocchio moltissime realtà lavorative, ma che sta vedendo i primi timidi segnali di riapertura, la professione del venditore a domicilio si è ritagliata uno spazio importante con una crescita esemplare della domanda e dell’offerta professionale. Come da rapporto di Univendita del 2020, infatti, tra i 165.000 italiani che hanno colto questa opportunità professionale il 93.1% sono donne. E in questo contesto senza precedenti, a misurarsi con le maggiori difficoltà sono state proprio queste ultime.
- leggi L'anno orribile delle mamme lavoratrici, c'è allarme regressione e
Mamme, un anno dopo ancora più equilibriste e 96mila hanno perso il lavoro 

Il modello di business della vendita a domicilio per definizione è piuttosto flessibile per conciliare lavoro e vita privata, a patto di sapersi organizzare, saper gestire il tempo, lavorare con passione e in team. Grazie anche agli strumenti digitali e al sostegno che le aziende associate Univendita hanno messo a disposizione dei loro venditori, molte donne non hanno dovuto rinunciare alla loro identità professionale per prendersi cura dei figli costretti alla didattica a distanza e ad una maggiore cura in casa. Tantissime mamme hanno abbracciato l’idea di riprendere o iniziare a lavorare dopo il lockdown con entusiasmo. “Le mamme sono la nostra tradizione, il nostro presente e il nostro futuro. Sono un patrimonio inestimabile perchè una mamma che lavora e riesce a conciliare gli impegni familiari è di certo una mamma appagata” afferma Ciro Sinatra, presidente di Univendita. Tre mamme provenienti da diversi territori italiani, in occasione della Festa della mamma (9 maggio) spiegano come la loro vita tra DAD e passeggiate al parco non abbia cambiato il loro approccio lavorativo:

Elena Voltolini di Colle di Val d'Elsa (Siena) - Travel Agent per CartOrange - 1 figlia di 6 anni
Sono una travel agent da quindici anni, amo il mio mestiere ma quando lavoravo in agenzia gli orari fissi non mi permettevano di dare priorità a mia figlia che oggi ha 6 anni. Ho sempre saputo di voler essere una mamma presente e non volevo rischiare di perdermi i momenti migliori della sua infanzia. Per me quella della vendita diretta è stata una scelta ponderata, poiché non avere una certezza di uno stipendio non è un fattore da sottovalutare, ma con le competenze e la voglia di fare é tutta un’altra vita. Tutto molto flessibile, la bellezza di fare un lavoro di questo tipo è la possibilità di rivedere all’ultimo l’agenda e gli impegni, ed è il caso di quest’ultimo anno di pandemia in cui i bambini sono stati o in quarantena o in dad. Quando si è felici e soddisfatti si fanno meglio sia il lavoro di mamma che quello della consulente di viaggi.

Iolanda Lanza di Foggia - Consulente Leader Avon - 4 figli di 15, 12, 9 e 3 anni
Sono una mamma a tempo pieno. Mi sveglio presto la mattina verso le cinque e ne approfitto per sbrigare qualche faccenda a casa. Poi porto i bambini a scuola e mi metto a lavorare con le ragazze consulenti del mio gruppo, tre ore la mattina e tre ore nel pomeriggio. Organizzare il mio tempo è fondamentale perché con 4 figli per me è prezioso sfruttarlo al meglio. Per esempio mentre aspetto i bambini che tornano da scuola ne approfitto per fare un ordine, o rispondere a qualche consulente che mi fa domande, invio i cataloghi alle mie clienti. Il mio lavoro mi permette di essere in qualsiasi momento attiva. Consiglio alle mamme che vogliono intraprendere la carriera nella vendita diretta di non sottovalutarsi mai, di provarci sempre, noi tutte possiamo riuscirci.

Maria Sampino di Palermo - Capogruppo Tupperware - 2 figli di 14 e 10 anni
Ho iniziato la mia carriera nella vendita diretta quando mio figlio maggiore aveva 13 mesi. Spesso molte clienti mi chiedono come faccio a fare tutto. La mia risposta è che io adoro il mio lavoro proprio perché mi permette di fare tutto. Posso decidere io di lavorare due ore piuttosto che sei ore, decidere liberamente quando andare dal parrucchiere o andare a vedere una partita di calcio di mio figlio. Riesco ad essere sempre presente per i miei figli, portandoli a scuola, stando con loro a pranzo o seguendoli nelle loro attività ricreative. Gestisco tutto come preferisco, sono gratificata e non mi manca niente. 

Vai al Canale: ANSA2030
Modifica consenso Cookie