Società & Diritti

Parità di genere sul lavoro? E' anche opportunità per migliorare l'economia

Studi internazionali, troppi pregiudizi sulle donne con cariche strategiche

Riunione in ufficio con una donna manager foto iStock. © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 14 maggio 2019
  • 18:11

Favorire l’equilibrio di genere negli organici e combattere il sessismo sul posto di lavoro sono istanze sociali di grande attualità, ma abbiamo mai pensato al gender balance come opportunità per migliorare l’economia mondiale e renderla meno soggetta a crolli finanziari? Secondo una recente ricerca dell’International Monetary Fund pubblicata sul The Guardian, avvalersi delle abilità di donne nelle posizioni strategiche aumenterebbe l’economia globale del 35%. Pensiero condiviso da uno studio condotto da Harvard Business Review, secondo cui l’equilibrio di genere permetterebbe di raggiungere 28 trilioni di dollari del PIL mondiale entro il 2025, oltre ad essere una delle caratteristiche richieste dall’85% dei millennial nella scelta dell’azienda per cui lavorare. Ma non è tutto, il gender balance apporta un netto miglioramento anche alle condizioni psicofisiche: un sondaggio condotto da Reuters su oltre 1000 lavoratori ha infatti evidenziato come il mix di genere abbia aumentato la soddisfazione lavorativa, la felicità e la produttività, e abbia ridotto notevolmente l’assenteismo.

Con l’obiettivo di indagare sugli effetti positivi del bilanciamento di genere nelle aziende, il Gruppo Sodexo ha scelto di approfondire questo tema realizzando uno studio sul Gender Balance, dal quale emerge che i team rispettosi dell’equilibrio di genere vantano una brand awareness del 5% maggiore rispetto agli altri, il 12% in più di fidelizzazione del cliente, il 13% in più di crescita, il 23% in più di fatturato e una minore incidenza di infortuni sul lavoro. Lo studio, fornisce una panoramica sull’approccio, sempre più diretto, che le aziende scelgono di adottare nei confronti dei temi della diversità e dell'inclusività sul lavoro, e in particolare rispetto alla promozione dell’equilibrio di genere nei team.

“L’equilibrio di genere nelle aziende apporta vantaggi concreti anche in termini di performance e pertanto risulta essenziale, ma si tratta di una trasformazione culturale che richiede consapevolezza e determinazione – spiega Nadia Bertaggia, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Sodexo Italia – il 50% del nostro consiglio di amministrazione ad esempio e più del 32% dei team dirigenziali del Gruppo è infatti composto da donne. Ma sappiamo benissimo che la strada da percorrere è ancora lunga”. Aggiunge Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach italiana: “Le donne possiedono tendenzialmente la capacità di mettere le persone in condizioni di fiducia reciproca e di sostenibilità professionale".

Nonostante negli ultimi tempi le aziende abbiano adottato un approccio più diretto al tema della diversità sul lavoro, i passi da compiere restano ancora molti. Secondo un’indagine condotta dal Pew Research Center di Washington, 4 americani su 10 percepiscono una disparità di valutazione nei confronti delle donne che puntano ai vertici aziendali e credono che debbano lavorare più duramente dei colleghi uomini per dimostrare le proprie capacità.

Pregiudizi che riflettono l’opinione pubblica e uno scenario lavorativo non ancora in linea con il gender balance. Una delle cause principali è rappresentata dalla mancanza di supporto nei confronti delle donne, come sottolineato da Sylvia Ann Hewlett, fondatrice e CEO del Center for Talent Innovation: “La mancanza di sostegno generale è la principale barriera per le donne che cercano di migliorare il proprio percorso di crescita professionale. Come suggerito dallo studio condotto da Sodexo, in cui sono analizzati i trend che nel prossimo futuro avranno un impatto sugli ambienti di lavoro, “le aziende che vogliono affrontare e superare le disparità di genere devono abbattere tali pregiudizi e favorire le giuste condizioni per creare un ambiente di lavoro inclusivo a cui le donne, a tutti i livelli dell’organizzazione, sentano di appartenere”.