Spara a 17enne dopo una lite ma non lo colpisce, 2 fermi

Il fatto dopo lite tra sua moglie e il figliastro della vittima

(ANSA) - VIBO VALENTIA, 21 SET - I carabinieri di Joppolo e della Compagnia di Tropea hanno avviato indagini per fare luce su un tentato omicidio commesso nella tarda serata di ieri a Coccorinello, frazione del comune costiero del Vibonese. I motivi non sono ancora stati chiariti totalmente ma si tratterebbe di un diverbio tra la vittima - rimasta illesa - ed un congiunto che ha sparato alcuni colpi di pistola al suo indirizzo senza tuttavia colpirlo. Il fatto ha avuto un prologo quando un giovane ha avuto un diverbio con la moglie del presunto sparatore nei pressi di un bar. Poco dopo è arrivato sul luogo il patrigno del giovane che, con l'intenzione di un incontro chiarificatore si è messo alla ricerca del marito della donna, non trovandolo. La circostanza è però arrivata all'orecchio di questi che invece, secondo le indagini, ha preso una pistola ed atteso il rivale sotto casa sparandogli, una volta comparso, tre colpi senza tuttavia ferirlo. Scattato l'allarme sono intervenuti i carabinieri che si sono messi alla ricerca del responsabile effettuando numerose perquisizioni.
    Ricerche che sono ancora in corso.
   I carabinieri hanno fatto luce sulla sparatoria avvenuta la scorsa notte a Coccorino di Joppolo, fermando due persone. L'episodio ha avuto origine da un alterco maturato per futili motivi all'interno di un bar della
frazione. Da un lato una coppia impegnata in un diverbio con altre persone, dall'altra un giovane del posto, che aveva cercato di invitare alla calma, infastidito dai toni che si erano fatti caldi. Dalle parole, si è passati ai fatti e il 58enne Giacomo Iamundo, già noto alle forze dell'ordine, secondo la ricostruzione dell'accusa, una volta avuta la disponibilità di una pistola 7,65 con matricola abrasa, procuratagli da un
complice, il 46enne Roberto Rocco, ha raggiunto a bordo del proprio mezzo l'abitazione del giovane. Alla vista del ragazzo, uscito sul pianerottolo, ha estratto l'arma e sparato tre colpi contro il diciassettenne, senza tuttavia colpirlo, per poi dileguarsi. L'immediato intervento dei Carabinieri della Compagnia di Tropea, con l'ausilio di quelli della Stazione di Joppolo, con la direzione del pm Eugenia Belmonte, ha consentito di
ricostruire l'accaduto ed identificare gli autori, sottoposti a fermo di indiziato di delitto e portati nella casa circondariale di Vibo. Le perquisizioni operate dai militari coordinati dal capitano Nicola Alimonda hanno anche consentito di recuperare l'arma, trovata in un terreno ancora con l'otturatore aperto. Fondamentale è stata anche la collaborazione di alcuni testimoni e la denuncia circostanziata della vittima e del proprio
genitore, "sintomatica - secondo i carabinieri - di una rinnovata fiducia nelle forze di polizia e nella magistratura da parte della popolazione, che comincia a raccogliere l'appello a denunciare e a schierarsi nella lotta per affermare la legalità, lanciato con decisione dal procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, già all'atto del suo insediamento, avvenuto alla vigilia della storica operazione Rinascita-Scott".

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