Il papà della nuotatrice da record: sta vivendo un reality

Antonio Procaccini, l'Aniene è il paradiso dei nuotatori

"La ragazza sta vivendo un reality, la realizzazione di un sogno, perchè dove sta è il sogno di tutti i nuotatori: quando lei va ad allenarsi e può trovarsi a fianco della Pilato, della Quadarella, di Martinenghi, per lei è un sogno perchè chiaramente l'Aniene è il paradiso dei nuotatori". A riferirlo è Antonio Procaccini, papà di Valentina, vincitrice di cinque titoli nazionali ai Criteria giovanili, dopo essersi trasferita temporaneamente a Roma dall'Abruzzo dove quasi tutte le piscine sono rimaste chiuse per la pandemia fino allo scorso febbraio. L'atleta è in prestito al CC Aniene dalla Hurricane di Pescara.
    "La cosa più importante - racconta il padre all'ANSA - è che il gruppo con cui lei nuota l'ha aiutata ad emergere, perchè se si nuota con un gruppo omogeneo tendi a migliorare. L'Aniene è una famiglia, chiaramente noi siamo presenti, non è che l'abbiamo lasciata lì da sola: ci sono tanti campioni che vivono dentro la piscina e vivono l'acqua".
    Essere catapultati in una metropoli, dove la ragazza vive con la mamma cubana Clemirt, mentre il padre sta a Pescara con le sorelle gemelle più grandi, Adriana e Alice, non è semplice.
    "Parliamo - spiega il papà Antonio - di una ragazza di provincia che a 13 anni va a Roma: è difficilissimo, lei ha lasciato le sue amicizie di scuola e nuoto, qui non si esce con gli amici a questa età come accadeva spesso a Pescara. La mattina fa la Dad (terza media presso il Liceo Maior di Pescara, ndr), il pomeriggio si allena, poi alle 18 torna a casa per studiare; e il giorno dopo ricomincia daccapo. Ci vuole talento, tanta forza interna e motivazione, che potrebbero poi anche portare a dei risultati. A nessuno di noi poteva venire in mente che lei battesse il record della Di Pietro sui 50 stile libero dopo 15 anni; nessuno poteva immaginare che nei 100 stile libero battesse quello della Masciopinto".
    La pandemia ha giocato un grosso ruolo nella decisione di spostarsi a Roma. "Abbiamo dovuto anticipare le cose di un anno - sottolinea il padre - avevamo già un progetto simile per il 2022 dopo essere stati a giugno scorso a Roma: i motivi della decisione sono la chiusura della gran parte delle piscine in Abruzzo e la successiva chiusura delle scuole, oltre alla mancanza di sicurezza di potersi allenare con continuità. Non è che oggi, dopo cinque titoli nazionali vinti, abbiamo delle certezze: siamo convinti che la strada è molto lunga, da fare con molta pazienza". 

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