"E' il caso di mettere in discussione le attuali modalità proposte, le quali risultano essere piuttosto caotiche, frammentate e macchinose".
Lo scrive Flavia Camilletti, delegata per la Valle d'Aosta dell'associazione Host Italia (a cui aderiscono gli host che fanno locazione breve o turistica e i gestori di attività extralberghiere), in una lettera inviata al Consiglio Valle e al Celva in merito alla tassa di soggiorno.
"Sinceramente mi chiedo
come sia possibile - prosegue - che all'alba del 2025, la
regione più piccola e meno popolosa d'Italia non sia in grado di
rendere operativo un portale unico per Alloggiati web, Istat e
imposta di soggiorno, offrendo un servizio semplice e intuitivo,
e un sistema di pagamento unificato per tutti i comuni".
"Attualmente la Regione Valle d'Aosta - conclude - non consente
che il pagamento dell'imposta di soggiorno venga effettuato in
automatico tramite 'online travel agencies' quali Airbnb;
inoltre non è stata messa a disposizione una piattaforma unica,
bensì tre diversi sistemi, con relative criticità riscontrate da
numerosi utenti".
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