Valle d'Aosta

Aquila nazista su cancelli casa, Vda vuole essere parte civile

Istanza deliberata da giunta regionale, processo il 10 dicembre

La Regione Valle d'Aosta chiederà di costituirsi parte civile nel processo a carico di Fabrizio Fournier, di 56 anni, di Saint-Vincent, accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
    Sarà il giudice monocratico del tribunale di Aosta Maurizio D'Abrusco, nell'udienza in programma giovedì 10 dicembre, a decidere se ammettere la richiesta dell'ente pubblico.
    La decisione della Regione è arrivata nel corso della riunione della giunta di oggi.
    Su due cancelli di accesso alla propria casa - affacciati su una strada pubblica - Fournier aveva fatto installare, secondo la procura di Aosta, un'aquila nazista e dei triangoli usati sulle divise degli internati. Simboli di 'esoterismo' per la difesa.
    E' poi accusato di aver pubblicato su facebook dei video con contenuti negazionisti e di aver inviato via whatsapp link a filmati sempre di carattere negazionista accompagnati da commenti come "le camere a gas sono delle bufale" o "sono stati fatti passare per mostri persone che non lo erano come il grande Adolf Hitler".
    Infine Fournier - che si faceva chiamare 'Nazi' - secondo gli inquirenti ha pubblicato su facebook una sua foto mentre fa il 'saluto romano' e nei messaggi con gli amici si lamentava del fatto di essere nato il 27 gennaio, 'Giorno della Memoria'. Le indagini della Digos della questura di Aosta, coordinate dal pm Francesco Pizzato, risalgono al 2018.
    Nell'atto di citazione a giudizio l'unica parte lesa individuata è la Comunità ebraica di Torino. 
   

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