COVID, il punto in Valle d'Aosta

Scatta coprifuoco, nuovo reparto in ospedale sotto pressione

Scatta il 'coprifuoco' in Valle d'Aosta, regione che l'Istituto superiore di Sanità considera a "rischio elevato" di una trasmissione non controllata di Covid-19. Da sabato 31 ottobre non si potrà circolare - con le eccezioni per chi lavora e chi ha comprovate necessità (è prevista un'autocertificazione) - dalle 21 alle 5. "Bisogna evitare che l'ospedale vada in crisi, negli ultimi 10 giorni i numeri sono aumentati velocemente" ha detto il presidente della Regione, Erik Lavevaz, aggiungendo che "non ci deve essere allarmismo ma una seria presa di coscienza". Poi precisa: "Ci deve essere maggior senso di protezione e di comunità. Anche noi, come Giunta, dobbiamo lavorare a livello di sensibilizzazione dei giovani. L'obiettivo è dare tempo al sistema sanitario di normalizzarsi. Siamo nel pieno della seconda ondata, sono necessarie misure per salvaguardare il mondo sanitario, in primis l'ospedale".
    Per la gestione dei malati Covid la Giunta ha creato quattro livelli a seconda della gravità: l'ospedale, la clinica di Saint-Pierre, la microcomunità di Variney e strutture residenziali nei comuni ancora da definire. Intanto il bollettino parla di quattro morti e 155 nuovi casi positivi nelle ultime 24 ore. I contagiati attualmente sono 1.717. Sale ancora il numero dei ricoverati all'ospedale Parini, tanto che è prevista a breve l'apertura di un reparto Covid 5 con 18 posti letto. Nella clinica di Saint-Pierre, a causa della positività di alcuni pazienti che si trovavano nella parte 'pulita' della struttura, è stato sospeso il ricovero di nuovi 'contagiati' provenienti dal Parini.
    Da sabato sera scatteranno i controlli sul territorio per far rispettare le nuove misure, stabilite con un'ordinanza. Ieri la titolare del ristorante 'La Locanda' di Donnas è stata multata - assieme a 12 clienti - per aver aperto al pubblico in segno di protesta contro il Dpcm dopo un tam-tam via social. Allertati dai vicini, sul posto sono intervenuti i carabinieri. "La nostra non è stata una semplice provocazione - spiega la titolare Giada Girardi - ma invece è una protesta contro un Dpcm che riteniamo inutile per il contenimento del virus, ma che lede un intero comparto come quello della ristorazione". 
   

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