12enne in crepaccio Monte Rosa, era con amici di famiglia

Madre sentita dalla polizia: 'Non era da solo'

Era con degli adulti amici di famiglia ed esperti di camminate in montagna - e quindi non da solo - il dodicenne del vercellese caduto lunedì 27 luglio in un crepaccio sul ghiacciaio a monte della Capanna Gnifetti, a oltre 3.600 metri di quota, sul Monte Rosa. Lo ha detto la madre del ragazzino alla squadra mobile della questura di Aosta. La donna ha inoltre riferito che il gruppo procedeva in fila indiana al momento dell'incidente e che il giovane è precipitato nel crepaccio dopo che altre persone avevano attraversato il manto nevoso in quel punto.

Il giovane poi - ha spiegato la madre - è sempre stato cosciente, tanto che è stato lui stesso a legarsi la corda calata dai soccorritori all'imbrago, in modo da poter uscire dal crepaccio. La donna, sentita al telefono dalla poliziotti aostani, sarà ascoltata nei prossimi giorni di persona dai colleghi di Torino, dove si trova ricoverato il figlio. Saranno sentiti anche gli accompagnatori del figlio. Il giovane infatti, nel pomeriggio di lunedì, era stato trasferito all'ospedale Regina Margherita. Al Parini di Aosta gli era stato diagnosticato un politrauma con una prognosi di 40 giorni.

All'arrivo del soccorso alpino valdostano in elicottero nessun adulto aveva dichiarato di accompagnarlo. Il ragazzino era caduto nel crepaccio per 30 metri, finendo su un cumulo di neve.
   

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