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Assisi ha dedicato due piazze ad agenti uccisi

Intitolate a vittime Capaci e via D'Amelio e poliziotto Perugia

(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 11 MAG - Assisi ha intitolato due piazze agli agenti vittime delle stragi di via D'Amelio e Capaci e all'assistente della polizia di Stato Luca Benincasa, ucciso sul raccordo Perugia-Bettolle da rapinatori in fuga, nel marzo 2002. Sono nella frazione di Palazzo e a Santa Maria degli Angeli.
    Alla giornata ha partecipato anche il capo della Polizia, prefetto Lamberto Giannini. Presenti anche i fratelli di Agostino Catalano e Antonio Montinaro, nonché il figlio di Benincasa, anche lui agente alla questura di Perugia, con la madre. "Sono sopraffatto - ha detto Giannini - dalle emozioni di chi ha sentito sulla propria carne queste tragedie. Voglio esprimere gratitudine per tutti coloro che hanno perso la vita facendo il proprio dovere e per Assisi, luogo simbolo per tutto il mondo, che ha voluto onorarle e ricordarle. La città ha fatto anche qualcosa di più, ha consentito a questi colleghi che hanno dato il massimo di consentire di continuare il loro servizio in termini di esempio. Queste targhe e queste piazze non sono delle semplici scritte ma un monito, per i giovani e per chi magari non conosce quanto successo e magari si incuriosiscono e cominciano ad apprenderle. Capisce così così quanto quale sia il sacrificio di chi dedica la vita allo Stato e alla cittadinanza".
    Il questore di Perugia, Giuseppe Bellassai, ha sottolineato "il sacrificio di queste persone per dare agli altri una vita migliore e una società fondata sui valori della democrazia".
    "Noi che siamo la politica - ha detto il sindaco di Assisi, Stefania Proietti - abbiamo il dovere di riconoscere la mafia che ora si nasconde tra i colletti bianchi e tra i sorrisi.
    Perché non usa più le armi ma i soldi".
    Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, la presidente della Regione Donatella Tesei e quello dell'Assemblea legislativa Marco Squarta. Con loro anche il prefetto di Perugia Armando Gradone, il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, il procuratore generale Sergio Sottani e quello della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone.

Proietti ha ringraziato il personale della Polizia per il "servizio" reso alla città, evidenziando il lavoro svolto in occasione della pandemia. Il sindaco di Assisi ha quindi spiegato la decisione di intitolare le due piazze agli agenti uccisi con la volontà di "ricordare e omaggiare persone che hanno dato la vita per servire lo Stato". Ha poi ricordato i loro nomi nel silenzio della sala della Conciliazione del comune dove si è svolta la prima parte della cerimonia: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Luca Benincasa, tutti insigniti della Medaglia d'Oro al Valor Civile.

Anche il questore Bellassai ha evidenziato l'attenzione del capo della Polizia "verso il territorio". Riferendosi poi al personale morto in servizio, ha esortato a "non dimenticare il passato se non si vuole correre il rischio di commettere gli stessi errori". "Il motto della Polizia 'esserci sempre' - ha detto - è efficace e credibile solo se accompagnato dalla conoscenza della storia e dei valori difesi con la vita dai nostri colleghi. Le stragi di mafia hanno fatto da spartiacque. E anche Luca Benincasa non pensava che sarebbe successo quello che poi è accaduto ma ha fatto il proprio dovere fino in fondo".

"Loro camminano con noi, sulle nostre gambe" ha quindi detto Tommaso Catalano, il fratello di Agostino. "Non chiedono vendetta ma verità" ha aggiunto.

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