/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

James Foley, reporter sempre in prima linea

James Foley, reporter sempre in prima linea

Prima della Siria era già stato rapito in Libia, per 44 giorni

NEW YORK, 20 agosto 2014, 12:52

Redazione ANSA

ANSACheck

James Foley in un frame del video diffuso dall 'Isis - RIPRODUZIONE RISERVATA

James Foley in un frame del video diffuso dall 'Isis - RIPRODUZIONE RISERVATA
James Foley in un frame del video diffuso dall 'Isis - RIPRODUZIONE RISERVATA

Un reporter in prima linea, nei conflitti piu' cruenti, in Afghanistan, in Libia, in Siria. E gia' vittima di un rapimento, nell'aprile del 2011, mentre era impegnato a seguire la rivolta che ha rovesciato il leader libico Muammar Gheddafy: James Foley, 40 anni, di cui l'Isis ha rivendicato oggi la decapitazione, aveva una grande passione per il suo lavoro e una una grande esperienza, era un veterano del giornalismo di guerra. Ma questo non e' bastato a salvargli la vita.

Quando e' stato rapito in Siria, il 22 novembre 2012 nelle vicinanze di Taftanaz, nella provincia nordoccidentale di Idlib, stava seguendo la guerra civile siriana, iniziata un anno anno e mezzo prima, nella zona piu' pericolosa. Inviava i suoi reportage al Global Post, riferiva della frustrazione dei cittadini di Aleppo per il perdurare del conflitto: e' stato fermato insieme al suo autista e al suo traduttore, che sono poi stati rilasciati, da quattro uomini armati di kalashnikov. Poi si sono perse le sue tracce. Inizialmente la sua famiglia aveva scelto di mantenere il silenzio, sperando che la discrezione aiutasse gli sforzi per raggiungere la sua liberazione. Ma dopo numerose settimane di attesa, ha deciso di cambiare strategia e ha creato un sito (www.freejamesfoley.com), una pagina Facebook e un account Twitter dedicate al rapimento. Ha iniziato a diffondere foto in cui lo si puo' vedere al lavoro, con il giubbotto antiproiettile e una telecamera, tra edifici distrutti dalle bombe, o anche in famiglia, a natale, con un cappellino rosso e bianco. E ha messo un contagiorni: da quando e' scomparso ne sono trascorsi, fino ad oggi, 636. La notizia della sua decapitazione si e' diffusa come un lampo nei media Usa. In molti hanno ricordato come con determinazione fosse partito per la Siria nonostante nell'aprile del 2011 era gia' stato rapito nell'est della Libia, da un gruppo di sostenitori del regime di Gheddafi. Un'esperienza che non lo ha indotto a cambiare lavoro.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza