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Bullismo, dopo l'ok della Camera ora la palla è al Senato

A Palazzo Madama è ipotizzabile un percorso celere visto che a Montecitorio non ci sono stati voti negativi. In Aula Filippo Sensi (Pd) ha raccontato la propria esperienza - VIDEO

di Alessandra Chini

Con il via libera della Camera alla proposta di legge per il contrasto del bullismo si è fatto un primo passo in avanti nella lotta a questo fenomeno. Ma il testo, approvato in prima lettura a Montecitorio, deve ora passare all'esame del Senato. E, a Palazzo Madama, è ipotizzabile un percorso rapido tenendo anche conto del fatto che il TESTO è stato approvato senza alcun voto contrario ma con 234 voti a favore e 131 astenuti.

Durante l'esame ha colpito i presenti in Aula (ma non solo) l'intervento, accorato del deputato Pd Filippo Sensi, vittima di fatshaming fin da quando era piccolo per la sua obesità.

L'intervento di Filippo Sensi in Aula contro il bullismo

 

Il Parlamento, del resto, ha già trattato in passato il tema del bullismo. Già nella XVII legislatura ci fu un prolungato dibattito tra Senato e Camera dei deputati, all’esito del quale è stata approvata la legge n. 71 del 2017 che individua strumenti di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, definito come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Tale legge ha privilegiato gli interventi di carattere socio-educativo, che coinvolgono le responsabilità dei genitori e, soprattutto, della scuola, rispetto ad interventi di natura penale, incentrandosi, infatti, su azioni a carattere preventivo e favorendo attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, a prescindere dal fatto che siano le vittime o i responsabili degli illeciti.

La proposta approvata nei giorni scorsi dalla Camera, pur ponendosi in continuità con la legge 71 - che viene integrata con riferimenti oltre che al cyberbullismo anche al bullismo - e contenendo anch’essa alcune misure di carattere socio-educativo, accosta ad esse l'impiego di strumenti penali e una riforma delle misure coercitive di natura non penale applicabili dal tribunale per i minorenni ai minori che tengano condotte irregolari o aggressive.

Ora, dopo il via libera della Camera, il testo va in commissione al Senato per il prosieguo dell'esame. 

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