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Petrolio: i protagonisti e le tappe dell'inchiesta

Il 31 marzo scoppia il caso, si dimette il ministro Federica Guidi

Redazione ANSA

31 MARZO - Scoppia l'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti legati a estrazioni petrolifere in Basilicata. Sei arresti nell'indagine per corruzione, 60 gli indagati: tra questi Gianluca Gemelli, il compagno dell'allora ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi. La ministra si dimette. Intercettata in una telefonata con il compagno disse: "Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato, se è d'accordo anche Maria Elena, l'emendamento". Si tratta dell'emendamento per lo sblocco dell'impianto di Tempa Rossa. L'intercettazione agli atti dell'inchiesta di Potenza.

4 APRILE -  Al via a Potenza gli interrogatori di garanzia degli arrestati. 

5 APRILE - Indagine del Noe sulla presenza di tumori. Acquisite migliaia di cartelle cliniche negli ospedali lucani. Il M5S ha depositato in Senato la mozione di sfiducia al governo.

7 APRILE - L'ex ministra Guidi per tre ore sentita dai pm: "Io parte offesa. Ho chiarito una vicenda spiacevole". Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio presenta un esposto contro un presunto dossier nei suoi confronti.

12 APRILE - Inchiesta petrolio al Tribunale del Riesame, Eni chiede il dissequestro. Dossier anonimo accusa l'ammiraglio De Giorgi. Per la Marina si tratta di 'fatti inesistenti'.

13 APRILE - Verso la richiesta di archiviazione per il sottosegretario Vito De Filippo. Secondo i Carabinieri del Noe, l'Eni risparmiò 40-100 milioni sullo smaltimento. La società replica: la legge è stata rispettata.

LE PERSONE COINVOLTE - Sei persone sono ai domiciliari: l'ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino (Pd), e cinque dipedenti dell'Eni: Vincenzo Lisandrelli, Roberta Angelini, Nicola Allegro, Luca Bagatti e Antonio Cirelli (tutti sospesi dalla compagnia). Due imprenditori sono stati sospesi dalla loro attività per sei mesi e un dirigente della Regione, Salvatore Lambiase, ha ricevuto il divieto di dimora, misura comminata anche all'ex vicesindaco di Corleto Perticara, Giambattista Genovese. Nell'inchiesta in totale sono 60 gli indagati: tra questi Gianluca Gemelli, titolare di due società del settore petrolifero. Fra di loro hanno parlato anche di un "essenziale" emendamento alla legge di stabilità per la costruzione del centro oli della Total. Quello cui avrebbe fatto riferimento la ministra intercettata. Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo di alcune vasche del Cova (Centro Olio Val d'Agri) e del pozzo di reiniezione "Costa Molina 2": è un provvedimento che ha avuto come conseguenza il blocco dell'attività produttiva in Val d'Agri, pari a 75 mila barili di petrolio al giorno. 

DUE I FRONTI DELL'INDAGINE da un lato le emissioni in atmosfera e lo smaltimento dei rifiuti del Centro Olio di Viggiano (Potenza) - con "gravi reati ambientali causati dal management dell'Eni" - e dall'altro le opere per la realizzazione del Centro Olio "Tempa Rossa" della Total, nell'area di Corleto Perticara (Potenza) e gli episodi di corruzione che hanno coinvolto amministratori pubblici e imprenditori (uno di questi ultimi è, appunto, Gemelli, compagno della ministra Guidi, che non è indagata).

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