Politica

Chi è Pizzarotti, sindaco M5s 'autonomo' dal Movimento

Federico Pizzarotti è diventato sindaco di Parma il 21 maggio 2012. All'alba del giorno prima l'Emilia era stata scossa da un sisma che l'aveva messa in ginocchio. L'elezione del sindaco a Cinque Stelle fu, politicamente, un altro terremoto. Probabilmente atteso, in una città piegata da un clamoroso dissesto di bilancio ma soprattutto da indagini e scandali che avevano portato alle dimissioni del sindaco di centrodestra Pietro Vignali e al commissariamento. Quel giorno il M5s ottenne la sua prima storica vittoria elettorale, sbaragliando con oltre il 60% dei consensi il candidato del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli, conquistando la sua prima città capoluogo di provincia. Ma il rapporto di Pizzarotti con il Movimento ben presto iniziò a esser segnato da tensioni.

Pizzarotti, compirà 43 anni, un passato da project manager informatico in una banca, quando fu eletto, a nemmeno 39, divenne il sindaco più giovane della storia di Parma. Promise che avrebbe sempre agito "con la massima trasparenza". Decisiva nella sua vittoria fu la sua battaglia contro l'inceneritore in città. Spegnerlo, come promesso in campagna elettorale, si rivelò più complesso del previsto. Complici una serie di vincoli legali con relative penali. Fu forse quello il primo dei punti di frizione con Grillo, assieme ai suoi rapporti con i rappresentanti del Movimento in odor di 'scomunica'. Così per Pizzarotti stesso arrivarono durissimi affondi sul blog, ma anche da Casaleggio ("Se io prendo l'impegno di chiudere un inceneritore o lo chiudo o vado a casa"). Lo stesso Grillo lo definì "capitan Pizza". "Amministrare è affrontare problemi reali e, a volte, vuol dire anche non vincere alcune battaglie.

Ma questo non vuol dire tradire un ideale. Tutto questo significa amministrare in piena sintonia con i valori del Movimento", fu una delle sue risposta. Con toni diversi, sarebbe stata ripetuta nel tempo dal sindaco sempre fermo nella sua rivendicazione di appartenenza al Movimento ma anche di autonomia decisionale, diritto alla critica e richiesta di democrazia interna. Non a caso la sua figura è spesso stata vista come quella attorno a alla quale avrebbe potuto coagularsi l'insofferenza alla linea ortodossa del Movimento. La distanza è divenuta plasticamente evidente quando altri primi cittadini a Cinque Stelle sono finiti nei guai. "Solo un sindaco può capire un altro sindaco. Dilemmi, decisioni difficili, poche soddisfazioni che lasciano spazio ad altri problemi. Ma spesso, la politica nazionale è fatta da parlamentari che non hanno mai fatto gli amministratori locali e che non si sono mai confrontati da vicino con i reali problemi della gente", disse parlando del primo cittadino di Quarto, Rosa Capuozzo. Un caso su cui lamentò la mancanza di una decisione corale nel M5S. Pochi giorni fa a Filippo Nogarin consigliò di andare avanti: "bisogna capire - disse - come vanno le cose nel mondo reale prima di emettere sentenze".

Quando Beppe Grillo a gennaio annunciò il suo passo 'a fianco' del Movimento, Pizzarotti disse di sperare che questo avrebbe portato a "rivedere delle posizioni e a organizzare quel collegamento con i territori che, in vista delle prossime amministrative, è quanto mai necessario". E aggiunse, parlando del 2017: "non so ancora se mi ricandiderò e se lo farò con il Movimento: serve rinsaldare il rapporto, io vorrei farlo, ma bisogna essere in due".
   

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