• Draghi al rush finale sul Recovery ma resta il nodo della governance

Draghi al rush finale sul Recovery ma resta il nodo della governance

Ue, conta qualità. Iv, c'è discontinuità. Meloni, Camere esautorate

L'imperativo è fare presto, ma soprattutto fare bene, dice Mario Draghi ai partiti che incontra a Palazzo Chigi. "La qualità" del piano nazionale "conta più della tempistica", è il messaggio che arriva anche dalla Commissione europea. Ed è con questa consapevolezza che il governo si prepara al rush finale sul Recovery plan italiano, quel Piano nazionale di rilancio e resilienza da 191,5 miliardi, che il premier intende inviare a Bruxelles puntuale il 30 aprile. Il Consiglio dei ministri sul piano dovrebbe essere convocato per giovedì o al più tardi venerdì. Ma il cantiere del Pnrr è ancora aperto: sono in "movimento", spiegano fonti ministeriali, diversi capitoli, nella composizione non facile di progetti e cronoprogramma. Italia viva, dopo un incontro con il premier e il ministro Daniele Franco, esulta per le "forti differenze" che emergono nell'impostazione, rispetto alla versione che aveva presentato Conte.

Tra i nodi da sciogliere - come avrebbe confermato Draghi negli incontri con i partiti - resta però quello della governance del piano. La "regia" sarà a Palazzo Chigi ma nel dettaglio, si ragiona in ambienti della maggioranza, si discute ed è forte il pressing dei ministri per sedere al tavolo. L'invito della Commissione europea è inviare a Bruxelles un piano che punti sulla qualità, anche se ciò dovesse voler dire scavallare la scadenza del 30 aprile: "Se il piano è di maggiore qualità sarà più facile e più veloce approvarlo". L'Ue avrà infatti due mesi per validare i piani nazionale, per poi dare a luglio la prima tranche di risorse: per l'Italia fino a 27 miliardi. Come spenderle, quali interventi programmare per primi, dovrà essere indicato nel documento, così come un cronoprogramma dettagliato che da qui al 2026 si sarà chiamati a rispettare. L'effetto dovrebbe essere propulsivo della crescita: si stima per ora un 3,6% in più ma probabilmente la crescita al 2026 sarà esponenzialmente maggiore.

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