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Crisi politica in Bulgaria, verso le elezioni anticipate

Socialisti, fallito ultimo mandato per formare il governo

Si va verso le elezioni anticipate in Bulgaria, le quarte dall'aprile dell'anno scorso, dopo che stamane il Partito socialista (Bsp) ha rimesso al presidente della repubblica Rumen Radev il mandato a formare un esecutivo nell'ambito dell'attuale Parlamento.
    È stato il terzo e ultimo tentativo, secondo la Costituzione, dopo quelli non riusciti della maggiore forza politica nel parlamento unicamerale bulgaro (240 seggi), i liberali di 'Continuiamo il cambiamento' del premier uscente Kiril Petkov, e dei conservatori del Gerb di Boyko Borissov, ex premier della Bulgaria.
    "La coalizione di governo lascia in eredità al gabinetto ad interim il caos nel settore dell'energia, la più pesante eredità del governo uscente", ha detto il presidente agli esponenti del Bsp. Dura la reazione della leader del Bsp, partito partner di coalizione, e ministro dell'Economia del governo uscente, Kornelia Ninova, parlando con i giornalisti dopo l'incontro con Radev. "Il Bsp non è responsabile di quanto sta accadendo nel settore energetico, e non accettiamo le critiche del presidente", ha dichiarato Ninova, affermando che "Radev appartiene alla cerchia di coloro che hanno rovesciato la coalizione di governo". Anche se nella Costituzione bulgara non sono previsti termini concreti, è previsto che la prossima settimana il presidente scioglierà il parlamento, indirà le elezioni anticipate (probabilmente ai primi di ottobre) e nominerà un governo ad interim. 
   

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