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Puigdemont, 'sto bene, ad Alghero sono come a casa'

Conferenza stampa del leader catalano nel pomeriggio

La libertà riconquistata dopo una detenzione durata meno di 24 ore ha l'aspetto di una città piccola ma molto simile a casa sua. Non solo nell'architettura, che richiama Barcellona, ma anche nell'identità culturale e linguistica. L'ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont si è risvegliato in una confortevole stanza di un albergo di Alghero, l'unica città catalana d'Italia. La notte precedente l'aveva trascorsa in una cella del carcere di Bancali, a Sassari, arrestato su mandato internazionale perché considerato latitante dalla Spagna, che lo accusa di sedizione per i fatti connessi al referendum per l'autonomia della Catalogna nel 2017. Il leader dell'indipendentismo catalano oggi si è concesso all'abbraccio della sua gente. Dopo un consulto mattutino con i suoi legali e il suo staff, è uscito per le vie di Alghero. Ha incontrato numerosi catalani accorsi in Sardegna per la rassegna folk. Ha raggiunto a piedi il porto, destinazione finale della sfilata in costumi tipici delle diverse città della Catalogna, facendo il pieno di abbracci, applausi, inneggiamenti, poi si è commosso quando qualcuno ha intonato l'inno catalano. "Sto bene, qui mi sento come a casa", ha confessato.

"Continuerò a viaggiare, sono state ore difficili ma questo intento di fermarmi non vincerà. La lotta per la libertà continua e continuerà". Lo ha detto l'ex presidente della Catalogna durante la conferenza stampa convocata questa sera ad Alghero annunciando che lunedì tornerà in Belgio. "Vogliamo un'Europa in cui la libertà d'espressione e il diritto all'autodeterminazione siano dei pilastri fondamentali. In meno di 24 ore il tribunale di Sassari ha confermato che noi abbiamo ragione e che ha torto la Spagna, che non rispetta i diritti politici", ha denunciato l'ex presidente catalano.
   

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