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Ora l'Amazzonia produce più Co2 di quanta ne assorbe

1,5 mld di tonnellate l'anno per gli incendi. Accuse a Bolsonaro

(ANSA) - ROMA, 14 LUG - Il polmone del pianeta non respira più come dovrebbe: tra i capovolgimenti che i cambiamenti climatici stanno provocando, uno studio rivela che la foresta amazzonica ora emette più Co2 di quanto riesca ad assorbirne, un miliardo e mezzo di tonnellate all'anno per l'esattezza, contro il mezzo miliardo di tonnellate che il respiro della vegetazione riesce a sottrarre. Il saldo, un miliardo di tonnellate, è pari al totale delle emissioni annuali del Giappone. Un dato - sottolineano gli scienziati - che rilancia la necessità di ridurre l'impatto dell'anidride carbonica sulla Terra il più in fretta possibile.
    Lo studio ha confermato per la prima volta quanto già si sospettava. La maggior parte delle emissioni sono causate da incendi, molti dei quali deliberatamente appiccati per sgombrare il terreno e favorire la produzione di carne bovina e soia. Ma anche senza incendi - precisa lo studio pubblicato su Nature di cui riferisce il Guardian -, sarebbero bastati l'aumento delle temperature e la siccità, comunque favoriti dalla deforestazione, a trasformare l'Amazzonia sud-orientale, un tempo pozzo apparentemente inesauribile di ossigeno che ha assorbito finora circa un quarto di tutte le emissioni di combustibili fossili dal 1960, in una fonte di Co2.
    Sotto accusa, e non da oggi, è in primo luogo il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, criticato per aver incoraggiato una deforestazione selvaggia, la peggiore da 12 anni a questa parte, mentre gli incendi hanno provocato nel mese di giugno i danni peggiori dal 2007. (ANSA).
   

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