Libia, Onu: oltre 6.000 sfollati a Tripoli

L'allarme delle Nazioni Unite. Salvini avverte la Francia: 'Se qualcuno gioca a fare la guerra non starò a guardare'

"I pesanti scontri a fuoco e il bombardamento di artiglieria nelle zone residenziali di Ain Zara e Khalla al-Forjan si sono tradotti in un'impennata degli sfollati a Tripoli e dintorni, raddoppiati nelle ultime 48 ore a oltre 6.000 persone". Lo scrive l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un "aggiornamento flash" sulla situazione nei dintorni della capitale.

L'Ocha precisa che a causa dei combattimenti in corso, delle restrizioni all'accesso e del targeting indiscriminato dei primi soccorritori, solo 58 su 580 famiglie che si sono registrate per evacuazioni dalle aree particolarmente colpite dalle ostilità potrebbero essere trasferite a posti relativamente più sicuri fino ad oggi. Le Nazioni Unite continuano a chiedere una tregua umanitaria temporanea per consentire la fornitura di servizi di emergenza e il passaggio volontario di civili lontano dalle aree di conflitto.

"Se ci fossero interessi economici dietro al caos in Libia, se la Francia avesse bloccato un'iniziativa europea per portare la Pace, se fosse vero, non starò a guardare. Anche perché le conseguenze le pagherebbero gli italiani", ha detto a Rtl 102.5 il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, con me ha trovato il ministro sbagliato", ha aggiunto.

"Sulla Libia non servono prove di forza o altro. È inutile che qualcuno faccia il duro o dica 'ci penso io' - ha detto Luigi Di Maio -, questo governo l'unica cosa che deve fare è tenere in sicurezza l'Italia, le sue aziende e il mediterraneo, supportando il piano delle Nazioni Unite. Escludiamo del tutto ogni possibile intervento miliare dell'Italia in Libia, ne' oggi ne' mai e ne' oggi ne' mai sosterremo possibili interventi di altri Paesi. Non ripeteremo gli errori del passato. Una Libia bis non la vogliamo". 

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