• Covid: oltre 88 mln di casi nel mondo, +3 mln in 4 giorni

Covid: oltre 88 mln di casi nel mondo, +3 mln in 4 giorni

Il bilancio dei morti è salito a 1.898.530

    I casi di coronavirus a livello globale hanno superato oggi la soglia degli 88 milioni, con un incremento di tre milioni di infezioni in soli quattro giorni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.
    Secondo l'università americana i contagi nel mondo sono attualmente 88.042.762, inclusi 1.898.530 morti, rispetto agli 85.122.080 (1.843.135 decessi) del 4 gennaio scorso.
    Ieri il direttore dell'Oms per l'Europa, Hans Kluge, ha esortato l'Europa a "fare di più" a fronte di una "situazione allarmante" aggravata dalla circolazione di una nuova variante del virus  rilevata inizialmente nel Regno Unito.
    "Ci sono delle misure di base che tutti conosciamo e che devono essere intensificate per ridurre la trasmissione, ridurre il peso sui servizi sanitari e salvare vite", ha detto Kluge.
    Intanto, ieri il governo giapponese ha deciso l'introduzione dello stato d'emergenza per un mese nella capitale Tokyo e tre prefetture adiacenti: la decisione segue l'allarmante aumento dei contagi di coronavirus nelle ultime settimane. Lo ha reso noto il premier Yoshihide Suga nel corso di una conferenza stampa, alla luce dei continui aggiornamenti dei record giornalieri, che hanno portato la metropoli a sfiorare quota 70 mila infezioni; poco meno di un terzo del totale nazionale.
    La dichiarazione dello stato di emergenza avrà effetto immediato. Sebbene non si tratti di un lockdown in stile europeo, il governo in questo modo esorta i residenti ad una maggiore "responsabilità", limitando le uscite ai soli servizi essenziali, chiedendo alle aziende di incentivare il lavoro da casa per i propri dipendenti, e aumentando i contributi fino a 1,8 milioni di yen al mese - l'equivalente di 14.000 euro - per i bar, i ristoranti e i karaoke che non potranno servire alcol dopo le 19 e dovranno anticipare la chiusura entro le 20. Anche in questo caso non si tratta di un obbligo, ma partirà una campagna comunale denominata 'name & shame', incoraggiando i cittadini a segnalare quelle attività che non si adeguano, e svergognandole' pubblicamente, filosofia vincente in un Paese dall'elevata coesione sociale come il Giappone. 

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