Dl crescita: incentivi immobili, da sisma a ristrutturazioni

Rifinanziato con 100 milioni fondo garanzia prima casa

(ANSA) - ROMA, 24 APR - Una lunga serie di incentivi per favorire la riqualificazione, ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici, ma anche per l'acquisto della prima casa. Il decreto crescita dedica più articoli agli immobili, considerati uno strumento di rilancio dell'economia.
    Come incentivo alla valorizzazione edilizia, spiega il Mef, le imposte di registro, ipotecaria e catastale vengono applicate nella misura fissa di 200 euro ciascuna per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente. La misura consente ai lavoratori dipendenti che beneficiano del regime forfetario di accantonare, individualmente e su base mensile, le imposte sul reddito da pagare, anziché su base annuale. Lo stanziamento previsto è di 30 milioni nel 2020, 40 milioni all'anno per 2021-2022.
    Per favorire gli interventi antisismici anche per gli immobili posseduti da soggetti che non hanno liquidità necessaria per anticipare tali spese, viene estesa alle zone 2 e 3 di rischio sismico il bonus oggi previsto solo per gli edifici in zona 1. Questo beneficio consiste nella detrazione fiscale del 75% in caso di miglioramento di una classe della classificazione energetica e dell'85% in caso di passaggio di due classi del prezzo di acquisto dell'unità immobiliare, calcolato su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro. Sono previsti in questo caso oneri per 23 milioni di euro nel 2020, 45 milioni nel 2021 e 62 nel 2022.
    Per superare alcune criticità dello stesso sisma bonus e del bonus per l'efficientamento energetico, viene concessa la possibilità per chi sostiene le spese per gli interventi in questione di ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Il contributo è poi recuperato come credito d'imposta da utilizzare in compensazione. Il costo è di 7 milioni nel 2020, 6 milioni nel 2021 e 3 milioni nel 2022.
    Viene infine rifinanziato il Fondo di garanzia per la prima casa che concede garanzie nella misura massima del 50% della quota capitale di mutui ipotecari non superiori a 250.000 euro.
    Oltre al rifinanziamento si interviene sugli accantonamenti a copertura del rischio che si riducono dal 10 all'8% dell'importo garantito, liberando così risorse. Lo stanziamento è di 100 milioni di euro nel 2019. (ANSA).
   

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