Economia

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Liquidità, costo o rendimento?

La liquidità oggi è diventata costosa…

Il volume dei depositi bancari degli italiani ha raggiunto i 1.774,6 miliardi di euro (Fonte: Abi, giugno 2021). Un ristagno di liquidità sui conti correnti che non solo non sostiene la ripresa del Paese, ma che a causa dei tassi di interesse negativi derivanti da politiche monetarie ancora accomodanti, da qualche tempo incide negativamente sui bilanci degli istituti di credito. Se fino a pochi anni fa le banche depositavano la liquidità presso la Banca Centrale Europea con un tasso positivo, e dunque c’era un margine di guadagno, oggi i tassi sui depositi sono negativi e la liquidità dei clienti oggi per le banche rappresenta, di fatto, un costo.

Gli istituti di credito sono così stati, a loro volta, costretti ad annunciare misure per cercare di spingere i clienti a movimentare la loro liquidità. Sono, infatti, diverse le banche che hanno iniziato ad applicare delle penali su giacenze di liquidità eccedenti rispetto alla soglia di 50 mila o 100 mila euro, e altre probabilmente ne seguiranno l’esempio.

 

…ma se investita potrebbe tornare potenzialmente a rendere.

D’altro canto, si sa che tenere troppa liquidità sui conti correnti può essere controproducente anche per coloro che la detengono, in quanto nel lungo periodo il suo valore del denaro è esposto al rischio di erosione causato all’inflazione. Inflazione che, sulla base dei dati della Banca Centrale Europea, negli ultimi mesi è tornata a farsi vedere e che dunque potrebbe avere un impatto ancora maggiore.

Tale liquidità è spesso il risultato di entrate costanti e, altrettanto spesso, viene vista da chi la detiene come un capitale di sicurezza a disposizione in caso di necessità o per far fronte a degli imprevisti. Per questo motivo, tali individui sono solitamente più reticenti a investire.

Si tratta allora di trovare e proporre delle soluzioni che aiutino i risparmiatori, che siano essi aziende o privati, a indirizzare tale liquidità verso investimenti che mirano ad offrire rendimenti potenzialmente interessanti nel lungo periodo.

In questo scenario, i piani di accumulo potrebbero rivelarsi come una valida opzione da considerare.

L’investimento programmato permette di accumulare il capitale attraverso il versamento di rate periodiche anche non elevate. Investendo regolarmente su un orizzonte temporale di lungo periodo un piano d’accumulo non elimina i rischi tipici connessi all’investimento, ma potrebbe aiutare in determinate circostanze a gestire i periodi di incertezza sui mercati

 

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