Cantieri da Av a porti, ecco le priorità per il Sud

Treno veloci fino a Bari e Calabria, Piano Marshall

ROMA - Il Sud arranca. E il Governo non intende lasciarlo indietro proprio mentre il resto del Paese sta lentamente agganciando la ripresa. E' per questo che il Mezzogiorno è diventato la nuova parola d'ordine delle politiche di crescita dell'Esecutivo. Oggi è arrivato l'annuncio del 'masterplan' per il sud che il premier Matteo Renzi vuole mettere a punto per metà settembre. Ma già nei giorni scorsi il ministro dello sviluppo Federica Guidi ha indicato la necessità di un Piano Marshall da 70-80 milioni sulle nuove infrastrutture.
    Un primo segnale di attenzione concreto al Sud è arrivato con il nuovo contratto di programma di Anas che, come promesso dal ministro delle infrastrutture Graziano Delrio che aveva assicurato un impegno più forte per ridurre il gap infrastrutturale. Il nuovo contratto, approvato ieri dal Cipe, prevede che più di un terzo dei soldi stanziati per nuovi interventi sulla rete stradale nazionale vadano al Sud: 422 milioni per finanziare 152 interventi nel Mezzogiorno. Soldi importanti, visti i continui crolli che hanno 'ferito' recentemente le strade del Sud: e se l'eterna incompiuta Salerno-Reggio Calabria è stata riaperta un paio di settimane fa dopo il crollo del Viadotto Italia, in Sicilia ci vorranno almeno tre mesi per il ripristino della Palermo-Catania in corrispondenza del crollo del viadotto Himera.
    Anche sui binari c'è un notevole divario nord-sud da colmare.
    Oggi il premier Renzi ha indicato una sfida ambiziosa: portare l'alta velocità fino a Bari e in Calabria ("non basta che si fermi ad Eboli"). Proprio su questo qualche giorno fa Fs ha annunciato un'accelerazione nei progetti per la realizzazione delle linee Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina. Per le ferrovie del sud, inoltre, grazie all'accelerazione sul programma nazionale sulle reti ci sono ulteriori 2 miliardi e il Governo intende velocizzare l'Adriatica, intervenire sulla Tirrenica e la Messina-Catania.
    C'è poi il capitolo porti: secondo Confcommercio i porti del Mezzogiorno assorbono circa il 60% dell'import/export meridionale. Il nuovo piano di Delrio punta a ridare competitività al sistema, in particolare al sud, mettendo a sistema 700 milioni provenienti dall'Ue e 85 milioni stanziati dal Governo per investimenti nei porti. Su Gioia Tauro, in particolare, che si occupa solo di transhipment perché non ha un valido sistema di collegamento con la ferrovia, Delrio ha assicurato che si trova al centro dell'attenzione del Governo.
    Sul fronte industriale il Sud soffre per diverse crisi non ancora risolte: da Termini Imerese per la quale è arrivato oggi l'annuncio di una convocazione al Mise per il 14 settembre; all'Ilva dove un passo avanti è stato fatto con il dl fallimenti; fino all'Alcoa, che ancora attende una soluzione per il rilancio produttivo. Ma c'è anche un Sud che funziona, ha voluto ricordare il premier Renzi, elencando il nuovo ospedale di Olbia, la raffineria Eni di Gela, la Fiat di Melfi, lo stabilimento di Ansaldo Breda a Reggio Calabria, quello della Rolls-Royce, l'Ilva di Taranto in Irpinia

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