Cultura

Cortellesi-Albanese, 900 copie per Ritorno a Coccia di morto

Dal 26 agosto in 500 sale da Vision il film di Riccardo Milani

Dopo il tutto esaurito dei due giorni di anteprime a ferragosto nelle arene estive italiane, arriva nei cinema in 500 cinema per un totale di 900 copie COME UN GATTO IN TANGENZIALE. RITORNO A COCCIA DI MORTO. Il sequel del film di Riccardo Milani campione d'incassi e Biglietto d'Oro del 2018, riparte dalla galera, quella che sta scontando l'esuberante e tatuata Monica (Paola Cortellesi) per colpa delle gemelle che hanno nascosto merce rubata nei fusti dell'olio di "Pizza e Samosa". Sono passati tre anni dal primo episodio e mentre Alessio e Agnese si rincontrano in un pub di Londra, a Roma Monica ricontatta Giovanni (Antonio Albanese) per cercare in qualche modo di uscire dal carcere.
    Ora lui è legato alla giovane e dinamica Camilla (Sarah Felberbaum) con la quale condivide un progetto di recupero di uno spazio in periferia. Questo l'antefatto. Da qui in poi nel film, in sala con Vision Distribution, entrano di prepotenza inclusione, religione e il mondo migliore che si annuncia nel post- pandemia. Così, ad esempio, per far uscire Monica di prigione, Giovanni riesce a far commutare la detenzione della donna con un lavoro nella parrocchia di San Basilio guidata dal prete 'bello' e pure 'santo' Don Davide (Luca Argentero).
    Non solo. Quello che era potenziale nel primo episodio si sviluppa in pieno nel secondo capitolo della commedia, ovvero il rapporto tra Monica e Giovanni.
    Al di là delle evidenti differenze, lui colto e impacciato e lei popolare e diretta, tra loro nascerà vero amore tanto da voler essere comunicato a tutti. E come farlo meglio se non organizzando un pranzo nella più popolare spiaggia, quella di Coccia di Morto con tutta la famiglia, compresi Sergio (Claudio Amendola), Luce (Sonia Bergamasco) e ovviamente i due ragazzi? E sulla spiaggia poi non mancheranno le sorprese.
    "Ho tenuto conto di realtà come la Chiesa rossa e altre associazioni simili pensando a questo film - dice Riccardo Milani - . In realtà volevo solo raccontare di due personaggi emblemi dei loro rispettivi universi con l'intenzione principale di vedere questi due mondi ricompattarsi".
    Insomma, continua Milani: "Abbiamo immaginato un futuro prossimo che verrà, con emergenza sanitaria alle spalle, in cui l'Italia potrebbe rialzarsi. In questo senso Monica e Giovanni sono due esempi da seguire per ricompattare il Paese".
    Sottolinea la Cortellesi:"Va considerato che il film è stato girato durante il lockdown e in questo periodo siamo stati colpiti da alcuni sacerdoti militanti e da altre realtà che si prendono cura degli altri sempre, al di là della pandemia.
    Realtà che fanno pensare alla rinascita, alla ricrescita".
    E ancora l'attrice: "Certo tutto parte dai giovani. È inevitabile che il cambiamento viva con loro, è strutturale alla loro età".
    Antonio Albanese mostra invece "un grande orgoglio per l'uscita di un film davvero popolare che spero possa far ritornare le persone al cinema - e aggiunge l'attore -, il cinema è il posto più sicuro del mondo. Bisogna ritornare in sala".
    Non manca la voce delle gemelle cleptomani, Alessandra e Valentina Giudicessa, che anche nella vita reale si sono trovate sul banco degli imputati del tribunale per furto con destrezza e condannate a un anno di reclusione al termine di un processo condotto con rito abbreviato: "Come è la nostra vita da quando abbiamo fatto le attrici? Certo - rispondono in romanesco - mo c'è fermano pe' strada, ma povere eravamo e povere semo rimaste.
    Fatece lavorà così nun annamo più a rubà". (ANSA).
   

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