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La comica Gadsby contro Chappelle e Netflix, incitano a odio anti-gay

Levata di scudi contro Sarandos e suo "algoritmo amorale"

 NEW YORK  Netflix sempre piu' nella bufera per il controverso special del comico afro-americano Dave Chappelle che ha scatenato l'ira nella comunita' Lgbtq per una serie di battute anti trans e anti-gay: dopo la minaccia di un migliaio di dipendenti, trans e non, di astenersi dal lavoro per un giorno in segno di protesta, contro il colosso dello streaming si e' scagliata adesso una delle sue star, la 'stand-up comedian' australiana apertamente lesbica Hannah Gadsby. Protagonista dei popolari show a base di monologhi "Nanette" e "Douglas", la Gadsby ha attaccato il co-Ceo Ted Sarandos per la difesa a spada tratta di Chappelle in cui e' stata tirata in ballo come esempio che Netflix non e' anti-gay. "Vaffa..Ted e il tuo amorale culto dell'algoritmo: avrei preferito che non avessi usato il mio nome, ora dovro' far fronte ad ancora piu' odio di quello che i suoi fan mi lanciano addosso ogni volta che Dave prende 20 milioni di dollari per processare la sua visione del mondo ristretta e emotivamente rachitica", ha scritto la Gadsby su Twitter, prontamente applaudita da altre star come Ruby Rose di "Batwoman" e l'attrice di "Transparent" Amy Landecker che ha commentato: "Brillante, come al solito". Nei giorni scorsi Sarandos aveva citato gli show di Hannah, assieme alla serie britannica "Sex Education", "Orange is the New Black" e "Control Z" come la prova che Netflix "e' in prima fila per assicurare che comunita' marginalizzate non siano definite da una singola storia". L'australiana ha visto rosso: ha aggiunto che Netflix non la paga abbastanza per affrontare "le conseguenze nel mondo reale del linguaggio dell'odio", un riferimento ai maxi compensi che il colosso di Los Gatos ha fatto arrivare in tasca a Chappelle. Dovevano restare segreti, ma una 'talpa' di Neflix, prontamente licenziata dall'azienda, li ha fatti arrivare all'agenzia Bloomberg che ieri li ha messi nero su bianco: I dati rivelano il 48enne comico e' stato pagato 24,1 milioni di dollari per lo special "The Closer", che ha debuttato nei giorni scorsi scatenando la bufera, e 23,6 milioni per uno show precedente e altrettanto controverso, 'Sticks and Stones'. Le cifre vanno oltre i 21,4 milioni di dollari sborsati da Netflix per il popolarissimo show sudcoreano 'Squid Game' diventato un campione di click nel giorno del debutto. Netflix ha confermato la notizia del licenziamento. "Comprendiamo che questa persona abbia motivi di scontento e sia arrabbiato con noi, ma i valori della nostra azienda includono una cultura di trasparenza e di fiducia", ha detto il colosso di Los Gatos

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